Calcio
Girone I, invasione siciliana: 13 squadre contro 5 calabresi e l'incognita Messina
Nella prossima Serie D meridionale predominio di squadre isolane, la favola di Avola e l'incognita delle iscrizioni che deciderà tutto entro il 10 luglio
Sarà una nuova (o vecchia) invasione siciliana in Quarta serie. Un po' come per le ultime stagioni quando il girone I è stato caratterizzato prevalentemente da squadre isolane. Al netto, ovviamente, di diverse situazioni - società per società - che potrebbero mutare poi questa “geografia calcistica” del girone I nelle prossime settimane.
Il quadro, al momento, è quello di una competizione a 18 squadre, con un blocco isolano di 13 formazioni, pronte a confrontarsi con le 5 realtà calabresi. Rispetto all'annata 2025/2026, che aveva visto la partecipazione delle campane Gelbison e Savoia, il baricentro si potrebbe spostare nettamente più a Sud.
La forza numerica della Sicilia è ancora una volta impressionante. Il gruppo, infatti, comprende Nissa, Athletic Palermo, Igea Virtus, Milazzo, Gela, Castrum Favara, Enna, Ragusa, Modica, Licata, Trapani, Siracusa e la neopromossa Avola. Quest'ultima merita una menzione particolare: la conquista della Serie D dopo oltre mezzo secolo di attesa, suggellata dagli spareggi nazionali contro il Kamarat, è la fiaba sportiva che arricchisce un lotto di partecipanti già di per sé prestigioso.
Il Trapani, il Siracusa e il Licata rappresentano il cuore pulsante di una tradizione calcistica che attira sempre migliaia di tifosi, mentre piazze come Nissa, Ragusa e Modica garantiscono un tasso tecnico e una capacità di richiamo che poche altre regioni possono vantare in Serie D. Il peso specifico di queste 13 squadre non è solo numerico, ma culturale: la loro presenza rende il Girone I un territorio minato per chiunque, un'"arena" dove la conoscenza del campo e il calore del pubblico locale contano quanto le doti tattiche.
A completare il cerchio arrivano le 5 calabresi: Reggina, Sambiase, Vigor Lamezia, Vibonese e la novità Digiesse PraiaTortora neopromossa dall'Eccellenza calabrese.
La Reggina, in particolare, resta un nome dal fascino indiscutibile, una piazza che meriterebbe ben altri palcoscenici e che aggiunge pepe alla competizione. Il confronto sportivo tra le 13 siciliane e le 5 calabresi promette di essere elettrizzante, non solo per la vicinanza geografica che facilita le trasferte, ma per una rivalità storica che accende gli animi sugli spalti.
Le incognite e la corsa contro il tempo. Tuttavia, il calcio d'estate, si sa, si gioca tanto negli uffici quanto sul rettangolo verde. Se sulla carta il Girone I sembra già definito, la realtà impone prudenza. La Lega Nazionale Dilettanti ha già dettato i tempi per l'iscrizione al campionato 2026/2027 e, come spesso accade, la strada verso il 10 luglio è lastricata di insidie.
La situazione più seguita è quella del Siracusa (di cui parliamo nel servizio sottostante), impegnato in una delicata transazione societaria e in un lavoro frenetico per regolarizzare l'iscrizione. Ma non è solo il Siracusa a muoversi in un clima di incertezza: anche Gela, Enna e Milazzo sono chiamate a superare ostacoli non indifferenti e di natura diversa. Tra problemi economici, necessità di reperire nuove risorse e riflessioni sull'assetto societario, queste società dovranno dimostrare entro la scadenza federale di avere le carte in regola per proseguire il cammino.
Se tutte le 13 formazioni siciliane e le 5 calabresi dovessero regolarmente iscriversi, il Girone I diventerebbe il raggruppamento più coerente geograficamente degli ultimi anni.
E potrebbero essere anche 14... L'esercito isolano potrebbe rimpinguarsi ancora, qualora dall'Eccellenza sopraggiunga l'Acr Messina che è in lizza per un eventuale ripescaggio dopo la retrocessione avvenuta al termine del play out contro il Ragusa. Dunque non resterà che attendere ma in questo caso se ne riparlerebbe dopo la seconda metà di luglio.