Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
18 giugno 2026 - Aggiornato alle 17:01
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il declino del campione

Zavorra o risorsa? Il Portogallo si spacca sul ruolo di Cristiano Ronaldo

Dopo l'1-1 col Congo riemerge la frattura tra i numeri del passato e l'inefficacia del presente. Il ct lo difende, ma la vetta del girone è già distante

18 Giugno 2026, 16:37

16:44

Zavorra o risorsa? il Portogallo si spacca sul ruolo di Cristiano Ronaldo

Quello che doveva essere il debutto trionfale di una delle principali candidate al titolo si è trasformato, nel giro di novanta minuti, in un processo a cielo aperto. Il 1-1 del Portogallo contro la Repubblica Democratica del Congo, nella gara inaugurale del Mondiale 2026 a Houston, non ha lasciato solo un mezzo passo falso in classifica: ha consegnato l'immagine di una nazionale sterile, contratta emotivamente e incapace di tradurre in vantaggio il proprio evidente tasso tecnico.

Al centro del dibattito, inevitabilmente, l'uomo simbolo: Cristiano Ronaldo. Il capitano è diventato il bersaglio perfetto di una critica riaccesa dal pareggio texano e da interrogativi che parevano sopiti.

A 41 anni, alla sesta e storica partecipazione iridata, Ronaldo ha offerto una prova definita «largamente inefficace»: spesso ai margini del gioco, soffocato dai centrali congolesi e impreciso nelle due migliori opportunità avute da distanza ravvicinata nella ripresa.

A inchiodarlo sono soprattutto i dati, più severi delle impressioni: appena 25 tocchi in tutto il match, il minimo mai registrato per lui in una partita disputata per intero in un grande torneo, di cui soltanto 16 prima dell'intervallo. Una povertà di partecipazione che alimenta la domanda chiave: CR7 ha ancora passo e impatto per reggere novanta minuti contro difese organizzate, oppure la sua presenza «totalizzante» richiede un impiego più chirurgico?

Il paradosso è nel possesso. Pur potendo contare su talenti come Bruno Fernandes, Bernardo Silva e Rafael Leão, il Portogallo ha monopolizzato il pallone (75%) senza mai incidere davvero.

Al di là del colpo di testa vincente di João Neves nei minuti iniziali, la squadra ha chiuso con un solo tiro nello specchio.

Di fronte al coro dei critici, Roberto Martínez ha fatto scudo al suo centravanti. Il commissario tecnico ha difeso la scelta di non sostituirlo, sostenendo che togliere “il miglior marcatore del calcio mondiale” in un frangente di necessità offensiva sarebbe stato illogico, e ha ricordato i 25 gol firmati da Ronaldo in 30 partite sotto la sua gestione.

Per Martínez, il nodo è soprattutto legato al “peso sulle spalle” e all'ansia da prestazione dei suoi giocatori, più che all'utilizzo del fuoriclasse. Il tempo, però, incalza. Con la Colombia balzata in testa al Gruppo K dopo il successo sull'Uzbekistan, il margine d'errore appare già ridotto al minimo.