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serie A

Allarme rosso alla Continassa: la Juventus deve incassare 10 milioni in dieci giorni. Chi si può vendere?

Il cronometro stringe per i bianconeri. Senza una vendita immediata a titolo definitivo, a rischio l'autonomia gestionale e l'equilibrio finanziario richiesto dall'Europa

20 Giugno 2026, 17:37

17:40

Allarme rosso alla Continassa: la Juventus deve incassare 10 milioni in dieci giorni. Chi si può vendere?

Nel calcio contemporaneo il fattore tempo può incidere più del gioco stesso. E alla Continassa, in questi convulsi giorni di fine giugno 2026, a dominare non sono i sogni estivi o i colpi ad effetto, bensì il conto alla rovescia verso una scadenza decisiva. Entro il 30 giugno, la Juventus deve iscrivere a bilancio una plusvalenza superiore ai 10 milioni di euro. Non è un dettaglio amministrativo: è la base su cui poggiano l’equilibrio industriale, l’affidabilità finanziaria e il margine d’azione del nuovo corso bianconero.

Nominato amministratore delegato e direttore generale il 12 giugno 2026, Giovanni Carnevali è chiamato subito a disinnescare una bomba a orologeria. Considerato un maestro nel valorizzare le cessioni e nel cogliere il momento giusto ai tempi del Sassuolo, deve ora vendere bene e in tempi strettissimi, sotto la pressione di una piazza esigente. L’obiettivo del club è chiaro: inviare un segnale di autonomia gestionale e archiviare definitivamente il capitolo degli interventi della controllante Exor. Negli ultimi anni la proprietà è infatti intervenuta più volte per coprire perdite consistenti, l’ultima con un versamento da 15 milioni, ufficializzato il 30 giugno 2025.

La partita si intreccia con il rispetto della financial sustainability dell’UEFA. Dopo l’esclusione dalle coppe nella stagione 2023/24 e la sanzione economica con 10 milioni “sospesi”, condizionati alla conformità dei conti nel triennio 2023-2025, la Juventus opera oggi in un “perimetro di attenzione rafforzata”, dove la capacità di generare ricavi dal “player trading” è vitale. Secondo indiscrezioni, a Carnevali sarebbe stato chiesto di orientare il prossimo bilancio verso incassi dal mercato in uscita nell’ordine dei 100 milioni di euro.

Chi parte? La regola del “residuo a bilancio” e il caso Miretti Per ottenere rapidamente una plusvalenza efficace, il punto chiave non è solo il prezzo di cessione, ma il ridotto “residuo a bilancio” del calciatore, ossia il valore ancora ammortizzato nei conti. La rosa dei possibili partenti si restringe così a profili specifici: Khéphren Thuram (circa 12 milioni di residuo), Andrea Cambiaso (6 milioni) e Federico Gatti (3,6 milioni). Il profilo ideale per sistemare i conti resta però Fabio Miretti, prodotto del vivaio in grado di generare un attivo quasi integrale. Su di lui osservano con attenzione Bologna e Sassuolo, ma le proposte fin qui avanzate — prestito con diritto di riscatto — non assicurano l’impatto contabile immediato di cui la Vecchia Signora ha urgente necessità. Stesso discorso per gli altri indiziati: su Cambiaso club come Chelsea e Barcellona ragionano su contropartite tecniche, mentre per Thuram e Gatti mancano trattative avanzate in grado di portare liquidità subito.

La Juventus è così stretta in una tenaglia: attendere l’evoluzione del mercato potrebbe significare spuntare valutazioni migliori, ma rischia di far saltare la chiusura dell’esercizio; accelerare adesso può tradursi in una cessione al ribasso. Non si tratta di un’emergenza transitoria, ma della fotografia del calcio di oggi, dove un club deve coniugare ambizione sportiva e rigore economico. Centrare la soglia dei 10 milioni con una firma tempestiva consentirebbe a Carnevali di entrare in luglio con maggiore agio e libertà di manovra. Al contrario, mancare l’obiettivo non bloccherà il mercato, ma lo appesantirà di un fardello destinato a farsi sentire lungo tutta la stagione.