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l'impresa

Curaçao nella storia: uno 0-0 che vale come una vittoria, all'Ecuador non bastano 28 tiri

I sudamericani non passano e rimangono a caccia della prima vittoria nel torneo. A Kansas City brilla soltanto la stella del portiere caraibico

21 Giugno 2026, 08:36

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Curaçao nella storia: uno 0-0 che vale come una vittoria, all'Ecuador non bastano 28 tiri

Kansas City, seconda giornata del Gruppo E del Mondiale 2026: Curaçao scrive una pagina indelebile della propria storia fermando l’Ecuador sullo 0-0, un risultato dal sapore epico.

L’isola caraibica, 156.000 abitanti, è il Paese più piccolo di sempre ad approdare alla fase finale di un Mondiale e porta a casa il suo primo, storico punto nella competizione.

Protagonista assoluto della serata Eloy Room, 37 anni, portiere del Miami FC e leader carismatico della selezione. Con 15 parate nei 90 minuti, si è fermato a una sola lunghezza dal record assoluto di 16 salvataggi stabilito da Tim Howard nel 2014, firmando però il primato per un match concluso senza tempi supplementari. Al termine, l’estremo difensore ha scherzato: avrebbe “meritato una statua” per quella che ha definito “la partita perfetta”.

Alla vigilia, l’esito sembrava scritto: l’Ecuador, piegato all’esordio 1-0 dalla Costa d’Avorio, era obbligato a vincere; Curaçao arrivava invece da un pesantissimo 7-1 incassato contro la Germania.

In campo, la squadra sudamericana ha effettivamente comandato il gioco, accumulando 28 tiri complessivi. Ma il predominio territoriale si è infranto su una preoccupante imprecisione sotto porta e sulla serata di grazia di Room, facendo crescere la frustrazione andina minuto dopo minuto.

La classifica complica il cammino dell’Ecuador: fermo a 1 punto, ancora a secco di gol, sarà costretto a cercare l’impresa nell’ultima gara contro la solidissima Germania.

Per Curaçao, invece, il pareggio è molto più di un sussulto d’orgoglio: certifica la bontà del progetto tecnico guidato da Dick Advocaat che, a 78 anni, diventa l’allenatore più anziano nella storia dei Mondiali.

Con la Germania al comando a quota 6 e la Costa d’Avorio a 3, Ecuador e Curaçao restano appaiate a 1.

Il girone si deciderà giovedì 25 giugno 2026, con gli scontri chiave a Philadelphia e al New York New Jersey Stadium.

Fino ad allora, l’isola caraibica può godersi una notte che l’ha consacrata da semplice outsider a realtà credibile sulla mappa del calcio internazionale.