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21 giugno 2026 - Aggiornato alle 12:23
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STORIA

Primato regale. Eloy Room, portiere di Curaçao, diventa l'eroe nazionale celebrato dal re e dalla regina dei Paesi Bassi

Quindici parate, record in una partita dei Mondiali supplementari esclusi, ha impedito all’Ecuador di segnare e ha regalato alla sua nazionale il primo incredibile punto della storia

21 Giugno 2026, 12:23

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Quindici parate, record in una partita dei Mondiali supplementari esclusi, ha impedito all’Ecuador di segnare e ha regalato alla sua nazionale il primo incredibile punto della storia

 Piccole isole, grandi portieri. Il Mondiale a 48 squadre, spesso accusato di gigantismo, continua a offrire trame umane appassionanti. Fino a ieri la più suggestiva era quella del quarantenne Vozinha di Capo Verde, che con le sue parate contro la Spagna ha regalato alla nazionale il primo punto iridato, diventando un idolo in patria e sui social, dove in poche ore ha raccolto milioni di follower. A raccoglierne il testimone è ora il collega di Curaçao, Eloy Room, autentica saracinesca nello 0-0 della scorsa notte con l’Ecuador: un pareggio che consegna all’Onda Blu il primo storico punto ai Mondiali e che spinge il portiere a scherzare di meritarsi «una statua a Curaçao». A 37 anni, l’estremo difensore del Miami FC — club della seconda serie statunitense, da non confondere con l’Inter Miami di Messi, che milita in MLS — ha compiuto a Kansas City un’impresa fuori dall’ordinario: 15 interventi decisivi in poco più di novanta minuti, primato dal 1966 per una partita iridata senza tempi supplementari. A una sola parata dall’eguagliare il record assoluto di 16, attribuito dalla FIFA a Tim Howard in Belgio-USA ai Mondiali 2014, gara protrattasi oltre il 90’. «Credo che stesse sudando a casa, guardando la partita», ha ironizzato Room, dichiarandosi comunque «molto orgoglioso» del risultato, «anche per merito dei miei compagni. L’abbiamo fatto insieme. Io faccio le parate, ma abbiamo lottato come una squadra, anche i giocatori che sono subentrati. Penso però di meritarmi ora una bella statua a Curaçao». Ripercorrendo la sua notte perfetta, il numero uno ha spiegato che «la parata più importante è stata la prima», quella con cui ha disinnescato da due passi Enner Valencia dopo pochi minuti. «Se la palla fosse entrata, sarebbe stata una partita difficile. Quindi penso che sia stata una delle parate migliori, ma di tutte le altre non ricordo nemmeno come siano andate, quindi ho dovuto rivederle dopo, con calma». Lo storico punto è stato celebrato anche negli spogliatoi con il re e la regina dei Paesi Bassi, Guglielmo Alessandro e Máxima, quest’ultima con indosso la maglia di Curaçao. «Incontrarli è stato davvero speciale. Máxima mi ha dato un piccolo bacio... Spero che mia moglie non mi senta», ha sorriso un Room al settimo cielo. Come 25 dei suoi 26 compagni, il portiere è nato nei Paesi Bassi: a Nimega ha mosso i primi passi tra Vitesse, Go Ahead Eagles e PSV Eindhoven, prima di una breve parentesi al Club Brugge e del recente trasferimento negli Stati Uniti. Dal 2015 difende i pali della nazionale di Curaçao e con l’Ecuador ha toccato le 74 presenze, con 79 reti incassate. Solo pochi giorni fa aveva subito sette gol dalla Germania: un’umiliazione dalla quale non immaginava un riscatto così immediato. Infine, un pensiero per chi non c’è più, sulla scia di quanto fatto da Vozinha ricordando i nonni che lo hanno cresciuto: Room ha evocato il padre, scomparso alcuni mesi fa, grazie al quale è eleggibile per la selezione di Curaçao.