ELEZIONI FIGC
A Malagò il compito di rilanciare il futuro del calcio italiano
Il neo presidente: «Sento il peso della responsabilità. É normale che occorrerà innovare e cambiare mentalità. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca»
Roma. Nessuna sorpresa. Nessun colpo di scena. Tutto come previsto: Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc con il 68,58% dei consenti. É lui che raccoglie il testimone in una fase particolarmente delicata per il movimento calcistico nazionale. La sua affermazione, plebiscitaria, rappresenta, almeno così in tanti si augurano, l’inizio di una nuova stagione per il calcio italiano, chiamato a ritrovare credibilità, competitività internazionale e una visione strategica di lungo periodo.
«Vi farò sentire orgogliosi di andare verso questa nuova epoca del calcio italiano. Sarà una sfida complicatissima - ha sottolineato -. Abbiamo due anni e mezzo di legislatura sportiva un anno e qualcosa, se si arriva, di legislatura politica con la quale bisogna ricucire nell'interesse reciproco perché non sono parti contrapposte. Quando ci sono state posizioni diverse con il Coni ho sempre dimostrato che con la schiena dritta si ottiene molto di più che apparentemente risultare disponibile».
L’elezione è arrivata al termine di una campagna intensa che lo ha visto confrontarsi con Giancarlo Abete. Ex presidente del CONI e figura di grande esperienza nel panorama sportivo nazionale e internazionale, Malagò si è presentato come il candidato del rinnovamento e della ricostruzione, ottenendo il sostegno di numerose componenti del calcio professionistico e delle rappresentanze tecniche.
La sua candidatura aveva suscitato un ampio dibattito anche sotto il profilo normativo, ma il parere favorevole dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha definitivamente chiarito la sua piena eleggibilità, consentendo all’assemblea federale di procedere senza ulteriori incertezze. Per Malagò si tratta di una nuova sfida dopo oltre un decennio alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, periodo durante il quale ha contribuito a rafforzare il ruolo dello sport italiano sulla scena internazionale e a sostenere l’organizzazione di grandi eventi, tra cui i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La sua esperienza manageriale e istituzionale è considerata uno dei principali punti di forza del nuovo corso federale.
Le priorità che attendono il nuovo presidente sono numerose. In primo piano vi è il rilancio della Nazionale italiana, reduce da anni complessi e da risultati inferiori alle aspettative. Accanto all’aspetto tecnico, Malagò dovrà affrontare questioni strutturali come la crescita dei settori giovanili, la sostenibilità economica dei club, il miglioramento delle infrastrutture sportive e il rafforzamento del calcio femminile. L’obiettivo dichiarato è costruire una federazione più moderna, capace di dialogare con tutte le componenti del sistema e di valorizzare il patrimonio calcistico italiano. La sua lunga esperienza nei rapporti con le istituzioni sportive internazionali potrebbe inoltre favorire una maggiore presenza dell’Italia nei processi decisionali del calcio europeo e mondiale.
L’elezione di Giovanni Malagò segna dunque un passaggio significativo nella storia della Federazione gioco calcio. Le aspettative sono elevate e il compito che lo attende è impegnativo, ma il nuovo presidente dispone dell’autorevolezza e delle competenze necessarie per guidare una fase di rinnovamento. Il successo del suo mandato sarà misurato dalla capacità di restituire entusiasmo ai tifosi, risultati alle squadre nazionali e stabilità all’intero sistema calcistico italiano.