SORPRESE
L'Africa che sorprende le grandi: il Ghana frena l'Ingilterra, l'Egitto in testa al suo girone
Le nove rappresentative africane stanno onorando il torneo con dedizione e qualità. Ad eccezione della Tunisia, tutte le altre nazionali sono in corsa per staccare il pass per gli ottavi di finale
Marocco, Egitto e Ghana comandano i rispettivi raggruppamenti; tutte le altre selezioni africane, fatta eccezione per la Tunisia, restano in corsa per gli ottavi di finale. Il «mal d’Africa» comincia a farsi sentire per molte corazzate, soprattutto europee: non si tratta di nostalgia, ma del timore concreto di essere colpite a sorpresa da formazioni che, ai Mondiali, stanno offrendo prove di grande spessore. Grazie al format extralarge voluto dal gigantismo Fifa targato Infantino, le nove rappresentative africane stanno onorando il torneo con dedizione e qualità. Ne sanno qualcosa Brasile, Portogallo, Spagna e Inghilterra, tutte frenate da avversarie del continente nero. La resa dei conti arriverà al terzo turno: a meno di accesso diretto chiudendo ai primi due posti, bisognerà attendere il 28 giugno per la graduatoria delle otto migliori terze (su 12 gruppi) che completeranno il quadro degli ottavi. La punta di diamante del movimento resta il Marocco, quarto in Qatar, capace di inchiodare il Brasile e superare la Scozia. All’ultima giornata affronterà Haiti con la chance di blindare il primato. Rosa solida, illuminata dalle giocate di Bouaddi, dalla spinta di Hakimi, dalla compattezza di El Aynaoui e dai gol di Saibari, vero uomo mercato. Nel girone G l’Egitto è favorito e guida in solitaria dopo aver imbrigliato il Belgio e piegato la Nuova Zelanda, con tanto di firma di Momo Salah. La squadra di Rui Vitória può contare anche su Marmoush, attaccante per cui il City ha investito 70 milioni. Contro l’Iran può mettere in cassaforte il primo posto. Molto positivo anche il cammino del Ghana, che ha battuto Panama e poi ha fermato l’Inghilterra di Kane, condividendo la vetta del gruppo L. Per restare almeno secondo basterà non perdere con la Croazia, affidandosi alla coppia offensiva «inglese»: l’esperto Ayew, oggi al Leicester, e la stellina del Manchester City, Semenyo. Nel raggruppamento E, la Costa d’Avorio di Singo, Kessié, Bonny e Diomandé ha superato l’Ecuador e si è arresa a testa alta alla Germania. La qualificazione è a portata di mano: basterà battere Curaçao. In crescita l’Algeria di Mahrez, che nel gruppo J ha iniziato male contro l’Argentina di uno scatenato Messi, ma si è rimessa in carreggiata superando la Giordania. Adesso la sfida decisiva è con l’Austria, anche se il tallone d’Achille resta il portiere Zidane jr. Servono ancora punti, nell’ultima tornata, ad altre tre nazionali. Capo Verde (girone H) è una delle rivelazioni: prima ha inchiodato la Spagna, poi ha fatto il bis con l’Uruguay. Se batterà l’Arabia Saudita, passerà il turno da imbattuta. Nel gruppo K, il Congo ha compiuto l’impresa fermando il Portogallo e ha poi ceduto di misura alla Colombia: la selezione di Wan-Bissaka e Wissa dovrà superare l’Uzbekistan per essere quasi certamente ripescata. Percorso più tortuoso per il Senegal di Koulibaly, Jackson e Mané, finito nel girone di ferro (I) con Francia e Norvegia, contro cui ha incassato due sconfitte: per sperare, servirà battere l’Iraq e attendere il verdetto delle classifiche. Il Sudafrica del ct Hugo Broos, nel gruppo A, ha imposto il pari alla Repubblica Ceca dopo il ko con il Messico: potrebbe qualificarsi superando stanotte la Corea del Sud. Capitolo a parte per la Tunisia, unica già eliminata: nove reti incassate tra Svezia e Giappone, nessun beneficio dal cambio in panchina tra Lamouchi e Renard e rischio di chiudere con una goleada contro l’Olanda rigenerata.