Calcio
«Dai Catania, vogliamo vincere». La storia del tifoso Japan diventata virale
Ammiratore di Morimoto (e di Gianluca Vacchi) ha visitato lo stadio, intonato i cori dalla curva Sud e ora pubblica video made in Sicily indossando la maglia rossazzurra
Da Tokio a Catania, ripercorrendo la strada di Takayuki Morimoto. C’è poco da fare, è un filo che lega il Giappone con la realtà rossazzurra e che si rinnova anche a distanza di anni. Perché il video postato da Terutada, ragazzo di 28 anni, che lavora per un’azienda e si occupa di risorse umane, è diventato virale. Quasi 200mila visualizzazioni hanno fatto balzare agli onori della cronaca un “nuovo” tifoso rossazzurro che cita Morimoto e canta a memoria i cori della curva Sud dopo aver assistito all’ultima partita della squadra di Pelligra allo stadio Massimino: «Sono arrivato a Catania incuriosito dalla storia del mio illustre connazionale ex calciatore – ci ha raccontato ieri da Tokio – e sono rimasto folgorato dallo stadio, dall’ambiente, da tutto quello che circonda la squadra di calcio».
Ancora, sulla sua recente esperienza catanese: «Adoro i cori e la vista dello stadio dalla curva, mi ha portato un amico siciliano, Sebastiano, sono stato - come si dice - colpito da questa festa sportiva».
Ecco che da Tokio, rientrato a casa, Terutada (che ha aperto una pagina su instagram chiamandola Terrycantare perché ama la musica) ha continuato a postare reels a tinte rossazzurre con una divagazione turistica importante, visto che ha girato un video durante la sua escursione sull’Etna mentre intona «Volare... felice di stare lassù» con sullo sfondo il vulcano ancora innevato.
«Il Catania spero possa organizzarsi per vincere il campionato – ci racconta, emozionato – e nel collegamento si è presentato con una maglia del club etneo – perché una realtà del genere non può rimanere in Serie C».
Morimoto? «Lo conosco di fama, non l’ho mai incontrato. Il Giappone è grande (sorride, ndr) ma ho tutti i suoi video». Ce ne rimanda uno durante i primi tempi di vita che un giovanissimo Taka ha speso in Sicilia tra allenamenti e una colazione in un bar nel corso della quale il cameriere fa finta di versargli una tazzina di caffè addosso con annessi stupore e risate finali.
«Terry» è un ragazzo che ha già fatto breccia sui social. Basta poco, del resto: si definisce un nuovo Gianluca Vacchi versione giapponese, sta imparando l’italiano («mi aiuto tanto con il traduttore, per ora le basi le metto in questo modo») vuole cambiare mestiere abbracciando un’attività di guida per gli italiani che vorrebbero visitare Tokio. E non perde una sola notizia sugli sviluppi estivi del Catania di Pelligra.
Catania e il Giappone hanno rinnovato questo feeling che l’operazione Morimoto fece scoppiare nell’ormai lontano 2006, alla fine di luglio di vent’anni fa, dunque. Il Ronaldo del Sol Levante arrivò nel ritiro del Catania appena promosso in Serie A che si teneva in Austria. Al seguito del calciatore arrivarono, a bordo di una decina di mini minor gli inviati giapponesi per raccontare quest’operazione insolita che in Giappone diventò un diario quotidiano e virale.
Morimoto fino al 2011 segnò 15 reti (il primo a Novara, poi tanti altri importanti contro Parma, Roma, Juventus, anche uno dei quattro gol nella sfida del 2009 vinta a Palermo sotto la guida del tecnico Walter Zenga) superando anche un grave infortunio ed entrò nel cuore dei tifosi etnei.
Ancora oggi, l’ex attaccante, sui propri profili social non perde occasione per postare ricordi e foto della sua esperienza sotto il vulcano. Nel 2023, Morimoto era tornato in Sicilia ingaggiato dall’Akragas in Serie D, ma non riuscì a esordire perché il tesseramento fu bloccato da lungaggini burocratiche.