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Rinascita azzurra, il piano di Malagò: prima il direttore tecnico, poi il Ct
Dalla panchina della Nazionale (sogno Conte o Mancini) al confronto costruttivo con il ministro Abodi: le mosse della Federcalcio per uscire dalla crisi.
Il calcio italiano resta un cantiere aperto e Giovanni Malagò, neoletto presidente della Figc, è al lavoro per definire la rotta della rinascita della Nazionale.
L’urgenza è massima, ma i tempi per completare la nuova squadra tecnica non si annunciano rapidi, anche a causa delle numerose e inattese criticità emerse all’interno della Federazione.
La priorità riguarda i vertici dello spogliatoio: “Penso che arriverà prima il direttore tecnico, poi il ct”, ha chiarito Malagò davanti al Consiglio Coni.
Il nome in pole position per la direzione tecnica è quello di Paolo Maldini. L’ex bandiera di Milan e Nazionale, 58 anni, potrebbe incontrare Malagò a Milano già all’inizio della prossima settimana.
La stima nei suoi confronti è trasversale: lo stesso presidente della FIFA, Gianni Infantino, prima del Mondiale aveva scherzato con un emblematico “Maldini for president”, segno di un profilo unanimemente ritenuto idoneo a guidare il rilancio.
Resta però un nodo cruciale per la scelta del commissario tecnico, quello economico: da ore Malagò sta passando al setaccio il bilancio Figc per valutare i margini di manovra.
I sogni per la panchina azzurra portano ai nomi di Antonio Conte o Roberto Mancini; qualora le risorse non lo consentissero, restano valide le alternative delle “carte coperte” Stefano Pioli o Claudio Ranieri.
In parallelo alla riorganizzazione sportiva, la Federcalcio deve gestire il delicato rapporto con il Governo.
Il recente incontro con il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha contribuito ad allentare le tensioni, sebbene non siano mancate “frecciatine” istituzionali: Gianni Petrucci, oggi alla guida della federazione del basket, ha ironizzato di non sapere che le riforme del calcio si dovessero fare d’intesa con la politica.
Malagò ha difeso la propria linea, ribadendo la necessità di provvedimenti legislativi a sostegno dello sport e indicando 5-6 priorità assolute per il sistema.
Ma il tempo stringe: Abodi si aspetta segnali concreti e i primi orientamenti sulle priorità entro i prossimi due mesi, con l’obiettivo di “fare tesoro degli errori del passato recente” prima che il Governo metta in campo la propria parte.