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STORICA

L'Isola della felicità e dell'orgoglio che ora sogna di sgambettare i campioni del mondo dell'Argentina

La nazionale degli «squali blu» hanno conquistato, alla loro prima partecipazione ai Mondiali, la qualificazione ai sedicesimi: tra una settimana sfideranno l'Albiceleste di Lionel Messi

27 Giugno 2026, 16:21

16:30

L'Isola della felicità e dell'orgoglio che ora sogna di sgambettare i campioni del mondo dell'Argentina

Un festa senza fine. Canta e balla Capoverde,la nazionale che ha ottenuto una storica qualificazione alla fase ad eliminazione diretta dei Mondiali e con lei tutte le isole che formano l'arcipelago nell'Oceano Atlantico al largo del Senegal. L'isola che non c'era, nel panorama del calcio mondiale, ora c'è. «Noi rappresentiamo tutti i piccoli del mondo, e ora il mondo ci conosce», il grido d'orgoglio del ct, Pedro Leitão Brito detto "Bubista", che prima ha festeggiato nello spogliatoio fumando un sigaro tra i balli dei suoi giocatori, poi si è presentato alla conferenza stampa dopo lo 0-0 con l'Arabia Saudita avvolto nella bandiera nazionale, E a tutti ha ricordato come sin dall'inizio il motto della squadra era chiaro: «Per noi nulla è impossibile».
    «Siamo di taglia piccola, ma di cuore grande», le parole dei giocatori dopo la storica qualificazione. «Amiamo il nostro popolo, e siamo figli del nostro popolo», ha detto Vozinha, portiere-eroe. "Il nostro è sempre stato un Paese povero, e i nostri nonni hanno fatto molti scacrifici per darci un'educazione: per questo sappiamo il valore delle cose, per questo facciamo il nostro lavoro con passione e riconoscenza per Capoverde. Molti pensavano che non fossimo all'altezza, ma abbiamo dimostrato di poter giocare qui, al Mondiale, e in qualsiasi torneo nel mondo».

   Ora, il calendario della Coppa del Mondo regala alla nazionale capoverdiana una settimana da sogno: la sfida a eliminazione diretta sarà contro l'Argentina di Leo Messi, sabato prossimo. «Noi e il nostro popolo dobbiamo essere orgogliosi di quanto abbiamo realizzato», ha aggiunto Bubista, mentre la squadra sfilava fuori dallo spogliatoio dello stadio di Houston al ritmo di una danza popolare. «Sin dall'inizio - ha aggiunto il ct di una nazionale al suo esordio assoluto al Mondiale - il nostro obiettivo era farci conoscere da tutti: non rappresentiamo solo i 500 mila abitanti delle nostre isole, ma tutta l'Africa e tutti i piccoli del mondo. Siamo la dimostrazione che se lavori con dedizione e spirito di sacrificio, prima o poi arrivi dove vuoi».
   Tre pareggi nelle prime tre partite mai giocate al Mondiale, dal clamoroso 0-0 con la Spagna campione d'Europa ai due gol segnati all'Uruguay, e ora un traguardo impensabile. Ma Capo Verde continua a sognare.«Messi è il più grande - la voce dalla squadra - ma faremo di tutto per vincere". Perchè, come ricorda Vozinha, "questa nazionale gioca per tutti i capoverdiani emigrati in giro per il mondo».