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Pallacanestro

Tre fratelli Attard in Serie A: il fischio che diventa sinfonia di Priolo

L'annuncio della Fip Sicilia: la Lega Basket Serie A per la prima volta nella storia annovererà tre arbitri dello stesso sangue, una passione di famiglia che diventa promozione, orgoglio ed esempio per la comunità

27 Giugno 2026, 19:48

Tre fratelli Attard in Serie A: il fischio che diventa sinfonia di Priolo

Un coro di fischi che diventa sinfonia familiare: per la prima volta nella storia della Lega Basket Serie A saranno tre fratelli a salire sul parquet con le loro divise da arbitri. Manuel, Marco e Luca Attard, originari di Priolo, non sono soltanto tre nomi sulla lista degli ufficiali di gara; sono la fotografia di una passione che si è intrecciata con l’identità di una famiglia, del loro paese (laddove la pallacanestro per decenni è stata un fenomeno sociale oltre che sportivo grazie alla mitica Trogylos Priolo di Santino Coppa) e di un’intera comunità sportiva che osserva, orgogliosa e commossa, questo raro traguardo.

La notizia, celebrata dalla FIP Sicilia, ha il sapore di un racconto epico raccontato in chiave domestica: genitori che stringono tra le mani non un trofeo ma tre vocazioni realizzate, un focolare che ha saputo alimentare disciplina, sudore e rispetto per le regole. «Avere due fratelli in Serie A — dice Manuel, il più esperto dei tre — l’anno scorso è stata una sensazione strana; ora che siamo tre è un’emozione diversa». Parole che non nascondono la commozione, ma che al tempo stesso mettono ordine: «Siamo tre persone diverse… la mia speranza è che Marco sia Marco e Luca sia Luca» — perché il legame di sangue non annulla la singolarità di ciascun percorso.

Manuel parla da fratello maggiore e da arbitro navigato, con la saggezza di chi conosce il peso di ogni decisione fischiata sotto i riflettori. Marco, parte già della massima serie, e Luca, fresco di promozione dalla Serie A2 al traguardo della Serie A, completano un trittico che racconta costanza: allenamenti, raduni, notti passate a studiare regolamenti e a lavorare su sé stessi. Luca ha compiuto da poco 30 anni e quella promozione è il coronamento di anni di attesa e di speranza — «ci sperava di poter arrivare anche lui in Serie A e ora ci è riuscito», raccontano con la voce rotta dall’emozione.

È una storia che parla di famiglia e territorio: Priolo, un angolo di Sicilia che sa farsi osservatorio di sogni sportivi. I genitori, presenti idealmente in ogni partita, hanno ora il privilegio di vedere i tre figli protagonisti nella massima serie italiana di pallacanestro. È la conferma che la dedizione quotidiana paga: non solo per i giocatori che corrono su quel parquet, ma anche per chi lo dirige con equità, precisione e passione.

La notizia arriva in un contesto più ampio di riconoscimenti e cambi generazionali: insieme agli Attard, la stagione vedrà in A anche il bagherese Alessandro Nicolini e il siracusano Simone Patti; si salutano figure che hanno lasciato il segno, come il messinese Tolga Şahin, che chiude la carriera avendo raggiunto i 55 anni. E la FIP Sicilia non manca di sottolineare anche altre promozioni e conferme nelle serie minori, a ribadire quanto il movimento arbitrale sia vivo e ricco di talenti su tutto il territorio regionale.

Ma al di là dei numeri e delle liste ufficiali, resta l’immagine più potente: tre fratelli che, prima di indossare la divisa, sono cresciuti insieme — forse seguendo le stesse regole, forse imparando dagli stessi errori — e che ora condivideranno la stessa avventura professionale, pur mantenendo la propria individualità. Manuel lo esprime chiaramente: «Saremo tre persone, tre arbitri con lo stesso cognome, che cercheranno di fare del loro meglio individualmente». È questo il cuore della loro storia: l’orgoglio collettivo senza rinunciare all’identità personale.

La stagione che verrà porterà con sé raduni, confronti, fischi alti e contestazioni; ma porterà anche l’immagine dei tre Attard schierati nelle panchine più importanti d’Italia, un simbolo che andrà oltre il gesto tecnico. Per i loro concittadini, per i giovani arbitri che sognano una carriera, per i genitori che sanno quanto costa un desiderio inseguito con costanza, è una lezione di vita: il talento cresce, ma è il lavoro che lo trasforma in realtà.

E mentre Priolo si prepara a seguire ogni fischio dei suoi figli, quel traguardo assume anche un valore universale: testimonia che la passione condivisa in famiglia può raggiungere le più alte vette, e che ogni volta che un arbitro alza la mano per chiamare una decisione, dietro quel gesto c’è una storia lunga spesso quanto una vita. Per Manuel, Marco e Luca Attard, la Serie A non è solo una promozione professionale: è la consacrazione di un cammino comune e l’inizio di una nuova, emozionante pagina da scrivere insieme.