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La febbre del Mondiale contagia Tinder: l'uso dell'app per incontrare nuove persone più popolare al mondo sale del 47%
New York, Los Angeles, Boston e Miami le città più cercate, in Messico Monterrey
L'effetto World Cup trascina Tinder: l'entusiasmo per il grande spettacolo calcistico del 2026 in Nordamerica si è trasmesso anche al matchmaking, come dimostra l'app per cuori solitari che ha registrato un forte aumento delle interazioni nelle città che ospitano le partite.
Tra i visitatori internazionali arrivati negli Stati Uniti, in Canada e in Messico per i Mondiali, Tinder ha rilevato tra l'11 e il 16 giugno un incremento dell'uso dell'app del 47% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Complessivamente nei soli Stati Uniti il numero di utenti è aumentato di oltre il 15% rispetto a giugno 2025, l'attività di swipe di circa il 25% e i match di quasi il 60%, riferisce il sito Mashable specializzato in tecnologia, internet, social media e cultura digitale, che cita dati interni.
Si va su Tinder per mille ragioni: trovare l'amore, ma anche un incontro occasionale, condividere una partita o fare conoscenze nuove durante il viaggio. Durante i Mondiali in tanti ci stanno provando, soprattutto britannici, brasiliani, tailandesi e nigeriani, secondo i dati di Tinder sui Paesi di provenienza. Alcune partite hanno provocato vere e proprie impennate: a Monterrey, in Messico, l'attività è cresciuta di oltre l'80% in concomitanza con Svezia-Tunisia all'Estadio Bbva. A Guadalajara, durante Corea del Sud-Repubblica Ceca, l'attività degli utenti internazionali è salita del 74%, mentre Boston ha registrato un aumento del 47% in occasione di Iraq-Norvegia.
Intanto i social si riempiono di piccole "commedie romantiche da Mondiale": donne americane che raccontano incontri su Tinder e Hinge con tifosi europei, sudamericani e di altri Paesi arrivati a casa loro per seguire la squadra del cuore; fan stranieri che diventano virali per l'entusiasmo con cui scoprono icone della quotidianità americana, da Taco Bell a Buc-ee's; e americani che adottano cori, rituali e tradizioni del tifo calcistico internazionale. Uno scambio culturale, insomma, all'insegna del pallone — e magari anche di qualche match fortunato.