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Sinner apre il sipario a Wimbledon: l'esame Kecmanovic per testare il motore
Avanti 4-0 nei precedenti col serbo, il numero uno riassapora l'erba del Centrale. Attenzione a servizio e accelerazioni per misurare il recupero dopo Parigi
Vigilia di Jannik Sinner: c'è un’immagine che restituisce alla perfezione la vigilia di Jannik Sinner: il rientro del campione in carica sul prato più celebre del pianeta, non come trionfale passerella, ma con la prudenza di chi cerca innanzitutto risposte dal proprio fisico.
L’apertura della 139ª edizione di Wimbledon spetta a lui di diritto: numero uno del mondo e detentore del titolo, ha l’onore e l’onere di inaugurare il programma sul Centre Court, affrontando un’esposizione mediatica dalla quale è impossibile sottrarsi. L’esordio con il serbo Miomir Kecmanović, in calendario alle 14:30 italiane, è un crocevia decisivo: il prestigio della difesa del trofeo si intreccia con l’esigenza concreta di ritrovare fiducia, ritmo e continuità.
Il rivale più insidioso, però, non è soltanto l’avversario di giornata — contro il quale Sinner conduce 4-0 nei precedenti — bensì la propria tenuta fisica e nervosa dopo settimane atipiche. Le ombre lasciate dal brusco calo di energie al Roland Garros hanno consigliato una pausa mirata e approfonditi controlli clinici al San Raffaele di Milano, tra l’8 e il 9 giugno 2026.
I segnali incoraggianti hanno consentito una graduale ripresa degli allenamenti, accompagnata da piccoli aggiustamenti nella gestione del carico: niente scorciatoie, nessuna “ricetta miracolosa”, ma un lavoro minuzioso sui dettagli. Non ci si attende una prova risolutiva al primo colpo; sarà però determinante valutare la scioltezza degli spostamenti, la resa del servizio e la capacità di reggere negli scambi prolungati.
Dodici mesi fa, la storica vittoria in finale su Carlos Alcaraz trasformò Church Road nel palcoscenico della consacrazione definitiva, certificando come l’erba — inizialmente indigesta — fosse divenuta terreno di caccia ideale per il suo tennis. Oggi il punto di ripartenza è ben diverso. Se allora l’altoatesino cavalcava un’ascesa inarrestabile, questa campagna londinese si apre con un inedito margine di vulnerabilità. Eppure la storia dello sport insegna che i grandi si definiscono tali proprio quando sanno tornare e vincere dopo l’incertezza. Superato l’ostacolo Kecmanović, al secondo turno lo attenderebbe il vincitore tra Nuno Borges e Tristan Boyer. Sull’erba, dove i margini di errore si assottigliano, le prime giornate serviranno soprattutto a ricostruire sensazioni, oliarne i meccanismi e porre le fondamenta dell’intera spedizione britannica.