SEDICESIMI
Messico-Ecaudor, i padroni di casa vogliono sognare ancora. La sfida all'Azteca tra due popoli in festa. Chi vince sfiderà Inghilterra o Congo
Sarà il ventiseiesimo confronto tra le due nazionali: quattordici successi per i messicani, quattro per i sudamericani e sette pareggi
Messico-Ecuador non è solo uno dei sedicesimi di finale dei Mondiali di calcio 2026, è anche e soprattutto la sfida tra due popoli in festa per le proprie nazionali, senza però dMessico-Ecuador non è soltanto uno dei sedicesimi di finale dei Mondiali di calcio 2026: è soprattutto l’incrocio tra due popoli in festa per le proprie nazionali, senza però dimenticare, in particolare per i sudamericani, il dramma del vicino Venezuela, colpito da un violento terremoto. La partita, diretta dallo sloveno Vincic, è in calendario alle 3 italiane di mercoledì 1 luglio allo stadio Azteca di Città del Messico. La vincente affronterà negli ottavi chi prevarrà nell’altro sedicesimo tra Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo (sempre l’1 luglio, alle 18 italiane). Disputare un confronto di tale levatura nel leggendario impianto della capitale è uno dei temi più dibattuti in Messico. Nelle dieci gare di Coppa del Mondo ospitate dall’Azteca nelle edizioni 1970, 1986 e 2026, la Tricolor non ha mai perso. Ancora più eloquente il bilancio complessivo nello stadio passato alla storia per “Italia-Germania 4-3” e per il “gol del secolo” di Diego Armando Maradona: appena due sconfitte in 88 partite. Al di là di scaramanzie e numeri, i tifosi del “Tricolor” si presentano al primo turno a eliminazione diretta con fiducia, figlia di una fase a gironi impeccabile: Messico padrone del gruppo A a quota nove, frutto dei successi su Sudafrica (2-0), Corea del Sud (1-0) e Repubblica Ceca (3-0). Quest’ultima gara ha consegnato a Guillermo Ochoa un primato da eroe nazionale: la sesta partecipazione a un Mondiale. Solo Argentina e Francia hanno chiuso la prima fase a punteggio pieno; tra queste, però, i messicani sono gli unici a non aver ancora incassato reti (come la Spagna, prima nel gruppo H con due vittorie e un pari). Merito dell’equilibrio tattico impresso dal ct Javier Aguirre, che ora non si pone confini, sospinto da una tifoseria in estasi che non vuole smettere di sognare. Sulla carta, però, l’ostacolo Ecuador appare più insidioso di quanto racconti la classifica della prima fase. Se è vero che la “Tri” ha staccato il pass all’ultima giornata grazie al 2-1 contro la Germania e al ripescaggio come una delle otto migliori terze, è altrettanto vero che proprio con i tedeschi ha messo in vetrina le doti che l’avevano resa la sorpresa delle qualificazioni sudamericane, concluse al secondo posto dietro l’Argentina campione in carica. La squadra di Sebastian Beccacece — divenuta virale la sua corsa sfrenata per abbracciare la famiglia — ha finalmente ritrovato il gol dopo lo 0-1 con la Costa d’Avorio, che ha interrotto una serie utile di 19 partite, e lo 0-0 con Curaçao, tra legni colpiti e occasioni sciupate. La qualificazione ha scatenato l’euforia in patria e negli Stati Uniti, dove risiede una numerosa comunità ecuadoriana. Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha proclamato un giorno festivo nazionale e si è detto pronto a decretarne un altro in caso di accesso agli ottavi. Tutto il Messico, naturalmente, spera che non ce ne sia bisogno.menticare, in particolare per i sudamericani, il dramma del vicino Venezuela, colpito da un terribile terremoto. La gara (arbitro lo sloveno Vincic) è in programma alle ore 3 italiane di mercoledì 1 luglio allo stadio Azteca di Città del Messico. Negli ottavi la vincente sfiderà chi si aggiudicherà il sedicesimo tra Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo (sempre l'1 luglio, alle ore 18 italiane).