Calcio
Luigi Stompo consegna l'Enna al sindaco: dieci anni, una lettera e il futuro in bilico
Il presidente chiude ufficialmente il suo mandato: ora la decisione passa a Mirello Crisafulli entro il 10 luglio
Luigi Stompo tuonò. Il presidente (o ex) dell'Enna ha - ancora una volta - messo in chiaro le cose sulla situazione societaria. E lo ha fatto nell'ultimo giorno della stagione 2025-26 che chiude ufficialmente ogni atto.
Nella sua lunga nota, Stompo ha messo la parola fine al suo decennio da presidente dell’Enna Calcio. Non con un comunicato freddo, ma con una lettera che sa di bilancio personale e di appello alla città: “Con senso di responsabilità consegno la squadra al primo cittadino”, scrive, chiudendo dieci anni in cui la società è passata dalla Prima Categoria alla Serie D.
Stompo non nasconde la fatica e la delusione. Racconta di colloqui avviati e di porte che si sono chiuse, di una cordata estera che ha fatto cenno d’interesse ma ha poi rinunciato per i tempi stretti, e di un’offerta recapitata via PEC — 200.000 euro per trasferire il titolo in un’altra città — che ha rifiutato per fedeltà alla città che ama. “L’Enna è patrimonio della città, di tutti”, scrive, rivendicando un legame forte con i colori e con la comunità locale.
Non mancano i richiami alle settimane scorse: Stompo ricorda le sue dichiarazioni del 10 maggio e l’incontro col sindaco del 27 maggio, quando già si era parlato di consegnare le chiavi della società per garantire continuità prima della scadenza d’iscrizione al campionato fissata per il 10 luglio. Per evitare furbizie o ambiguità, ha deciso di passare al Comune anche il lavoro fatto dall’ufficio legale che ha raccolto le manifestazioni d’interesse — una scelta pensata per trasparenza ma anche per scaricare sul sindaco la responsabilità delle scelte future.
Il tono della lettera è a tratti amaro: Stompo denuncia voci di corridoio e “personaggi alla ricerca di consensi” che avrebbero messo in difficoltà il progetto. Ma non è solo polemica. C’è anche la soddisfazione di chi ha costruito qualcosa: dieci anni di presidenza con sacrifici, promozioni, sogni e qualche inevitabile scontro. “Ho difeso l’Enna Calcio e la sua storia su tutti i fronti”, scrive, ringraziando chi lo ha affiancato e chiedendo che il lavoro fatto non venga disperso.
Adesso il pallone passa a Palazzo di Città. Il sindaco dovrà verificare la credibilità delle offerte sul tavolo, decidere se sostenere l’iscrizione del club al campionato e valutare il possibile coinvolgimento del potenziale investitore citato da Stompo — un soggetto già alla guida di un altro club, secondo la nota — insieme alle altre manifestazioni d’interesse raccolte. Il tempo è un fattore cruciale: la scadenza per l’iscrizione impone rapidità nelle valutazioni.
Fra i tifosi si respira un mix di gratitudine e preoccupazione. C’è chi saluta con affetto il presidente che ha guidato la squadra per una decade, e chi teme per il futuro della società e delle attività giovanili. Le prossime settimane saranno decisive: Enna ha bisogno di certezze, investimenti concreti e di una mobilitazione collettiva per non vedere svanire quanto costruito.
Stompo chiude con una frase che suona come un lascito: “In qualsiasi modo andrà, resto fiero perché ho dato tutto per i colori della mia città. Grazie a chi è stato al mio fianco.” La palla ora è nelle mani della città — e del tempo che resta prima del 10 luglio.