CABALA
La maledizione della quarta stella: Italia e Germania accomunate da un destino amaro
Se la Germania vede infrangersi il proprio mito ai rigori, c'è invece una nazionale che continua a essere perseguitata proprio dagli undici metri: è l'Olanda che non perde una partita in Coppa del Mondo, nei 90 minuti regolamentari, dall'11 luglio 2010
Esiste davvero una maledizione della quarta stella? Nel calcio le coincidenze spesso alimentano leggende, ma i numeri raccontano una storia che, almeno per Italia e Germania, sembra difficile da liquidare come un semplice caso.
L'Italia conquistò il suo quarto titolo mondiale il 9 luglio 2006 a Berlino, al termine della memorabile finale contro la Francia decisa ai calci di rigore. Quella notte sembrava l'inizio di un nuovo ciclo vincente. Invece si rivelò l'apice di una parabola che avrebbe presto preso una direzione opposta. Ai Mondiali del 2010 in Sudafrica, gli azzurri campioni in carica uscirono clamorosamente già nella fase a gironi, senza vincere una partita. Quattro anni più tardi, in Brasile, la storia si ripeté: ancora eliminazione al primo turno, ancora una delusione inattesa. Da quel momento il declino si è trasformato in un incubo. L'Italia non è riuscita nemmeno a qualificarsi per le tre edizioni successive della Coppa del Mondo: Russia 2018, Qatar 2022 e Stati Uniti-Canada-Messico 2026. Un'assenza senza precedenti per una delle nazionali più titolate della storia del calcio.
Uno scenario che ricorda molto da vicino quello vissuto dalla Germania. I tedeschi conquistarono la quarta stella nel 2014, battendo l'Argentina nella finale del Maracanã grazie al gol di Mario Götze ai supplementari. Anche in quel caso sembrava l'inizio di una nuova era di dominio. Invece, da quel momento, è iniziata una sorprendente sequenza negativa. Nel 2018, in Russia, la Germania fu eliminata nella fase a gironi per la prima volta nella sua storia da campione del mondo in carica. Un risultato considerato allora un incidente di percorso. Ma quattro anni dopo, in Qatar, arrivò un'altra eliminazione al primo turno, confermando una crisi molto più profonda del previsto. E adesso il destino ha riservato un'altra pagina amara. In questa Coppa del Mondo la Germania si è fermata ai sedicesimi di finale, eliminata dal Marocco ai calci di rigore. Una sconfitta che assume un valore simbolico particolare: fino alla sfida con la nazionale nord africana la Mannschaft non aveva mai perso una serie di rigori in un Mondiale. Da Siviglia 1982 contro la Francia fino ai successi contro Messico, Inghilterra e Argentina, i tedeschi avevano costruito una fama quasi leggendaria dal dischetto. Anche questa certezza è caduta.
Se la Germania vede infrangersi il proprio mito ai rigori, c'è invece una nazionale che continua a essere perseguitata proprio dagli undici metri. È l'Olanda, ancora una volta costretta a salutare il Mondiale dopo una lotteria dal dischetto. Una maledizione che sembra non avere fine. Già nel 2014 gli Oranje furono eliminati in semifinale dall'Argentina ai rigori, dopo aver superato ai quarti il Costa Rica sempre dagli undici metri. Nel 2022, in Qatar, arrivò un'altra beffa contro l'Argentina, capace di imporsi ancora dal dischetto dopo il rocambolesco 2-2 dei tempi regolamentari e il 2-2 finale dopo i supplementari. Nel 2026 la storia si è ripetuta, con l'eliminazione ai rigori che prolunga una tradizione tanto crudele quanto difficile da spiegare. Eppure l'Olanda continua a confermare una straordinaria solidità nei tempi regolamentari. L'ultima sconfitta nei 90 minuti di una partita dei Mondiali risale infatti all'11 luglio 2010, nella finale contro la Spagna decisa dal gol di Andrés Iniesta nei supplementari. Da allora gli olandesi non hanno più perso una gara iridata entro il novantesimo minuto, ma ciò non è bastato per interrompere il digiuno di un titolo mondiale che continua a sfuggire.
La Coppa del Mondo, ancora una volta, dimostra come il confine tra gloria e delusione sia sottilissimo. L'Italia e la Germania sembrano accomunate dalla cosiddetta «maledizione della quarta stella», con un crollo improvviso arrivato subito dopo il trionfo mondiale. L'Olanda, invece, continua a convivere con il fantasma dei rigori, incapace di spezzare un destino che si ripresenta puntualmente nei momenti decisivi. Sono soltanto coincidenze, naturalmente. Ma il calcio vive anche di simboli, statistiche e racconti che attraversano le generazioni. E quando i numeri iniziano a ripetersi con una simile insistenza, è inevitabile che una semplice sequenza di risultati finisca per trasformarsi in una leggenda. Una leggenda che, almeno per ora, continua ad alimentare la suggestione di una maledizione della quarta stella e di un'altra, eterna, dei rigori olandesi.