Calcio a 5
Meta, che peccato: lo scudetto va al Torino
La squadra di Juanra lotta fino al 3-3, poi subisce la rete decisiva. Si chiude un ciclo ricco di successi, ma il presidente Enrico Musumeci è pronto a ripartire
Quando tra qualche giorno passeranno rabbia e delusione, ci sarà solo da applaudire i ragazzi della Meta Catania. Il terzo scudetto di fila è sfumato in quella che avrebbe potuto essere la serata perfetta. Cinquemila persone al PalaCatania capaci di sostenere a mai finire, un Torino annichilito due giorni prima dal 6-3, una reazione di grande impatto dopo il vantaggio ospite. Ma non è stata una serata ideale per gli uomini di Juanra che hanno fallito sul più bello gol facili facili a un passo dalla porta.
Peccato, il tricolore viene scucito dalle maglie rossazzurre e passa a quelle dei piemontesi che hanno giocato con più efficacia negli inserimenti e hanno avuto in Rodriguez un autentico baluardo in porta, mentre qualche gol beccato dai catanesi si poteva evitare. Dettagli che nel calcio a 5 fanno la differenza.
Il vantaggio ospite di Danilo Salas, dopo una discesa di Garcia sulla destra ha sorpreso la Meta che ha costruito le azioni del pareggio prima sfiorando l’1-1 con Turmena (alto) e Alberto. Podda ha ristabilito il punteggio dopo una palla conquistata da Pulvirenti e un mezzo pasticcio dei torinesi. Ma la Meta, che ha sbagliato una marea di passaggi, cosa insolita per i campioni d’Italia, è andata pesantemente sotto per i gol di Schiochet – azione di prima bellissima – e di Forni che ha approfittato di un malinteso in fase di costruzione avversaria.
Nel momento più complicato della giornata, a riaprire il match è stato Podda con un’azione partita dalle retrovie. Tiro tremendo, traversa che ancora trema, sulla respinta è stato abile Pulvirenti a fare centro per il 2-3. Ancora la Meta ha cercato di pareggiarla ma al riposo i campioni sono andati sotto di una rete dopo aver sfiorato il pari con Dian Luka.
Nella ripresa la Meta ha costruito le azioni del pareggio. Dian Luka ha colpito un palo, poi Turmena – sfruttando la superiorità numerica per l’espulsione di Hamadi - ha realizzato il rigore del 3-3 fischiato per un intervento irregolare del portiere avversario in un ambiente che è diventato un solo uomo capace di spingere oltre ogni fervida immaginazione.
Nel momento in cui la Meta ha pressato per chiuderla ecco il 4-3 della L84 con Plescia abile a sfruttare una palla a un passo dalla porta. Dopo i tentativi di arrivare al 4-4 (Siqueira, Pulvirenti e Podda) negli ultimi tre minuti e mezzo la Meta ha rischiato il portiere in movimento fallendo con Podda a mezzo metro dalla porta (spalancata) la rete del pareggio.
La Meta ha attaccato col portiere di movimento fino all’ultimo, poi tra lacrime e gli applausi del pubblico che ha premiato l’impegno dei rossazzurri, è calato il sipario su una stagione che ha visto comunque la società del patron Enrico Musumeci - pronto a ripartire con un nuovo ciclo - aggiudicarsi Coppa Italia e Coppa Divisione. Se ci fosse stato il triplete la stagione sarebbe diventata leggendaria.