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Calcio, Serie C

Irrera: «Catania, comincia una nuova rincorsa ma bisognerà fare tesoro anche degli errori»

L'ex vice di Montella, Simeone, Mihajlovic e Zenga parla anche del Palermo e dell'importanza della conferma di Pippo Inzaghi al timone del gruppo rosanero

02 Luglio 2026, 04:11

04:20

Zeman e Irrera

Pino Irrera con Zeman in un'immagine d'archivio (Galtieri)

Un’esperienza vissuta ad alti livelli, prima come giocatore di Licata, Modena, Giarre, soprattutto la carriera di tecnico al fianco di grandi nomi nel Catania di Zenga, Mihajlovic, Montella in Serie A, poi due stagioni nel Milan con Montella, una a Firenze ancora con l’Aeroplanino. Nell’ultima annata, Pino Irrera è stato vice di Marco Marchionni in quel Ravenna che adesso ha annunciato Ronaldinho e che nella stagione appena conclusa aveva conquistato i play off: «Siamo stati sollevati dall’incarico a febbraio con un secondo posto in tasca - racconta, l’allenatore siciliano di Villafranca - e ci è dispiaciuto non affrontarli, gli spareggi. Ma ho conosciuto un dirigente carismatico come Braida che non avevo incrociato al Milan (in quel periodo lavorava per il Barcellona, ndr) che ha costruito un ciclo importante».

Irrera, che esperienza le è rimasta dagli anni vissuti in Serie A come vice o come collaboratore?

«Quelle esperienze mi hanno trasmesso tanto anche sotto il profilo personale. In Sicilia ho avuto l’orgoglio di vestire la maglia della mia terra: Zenga, Mihajlovic, Simeone hanno lasciato un segno. Ho avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con tecnici di valore assoluto. Sicuramente ho dato una mano anche a loro per far capire cosa significasse il Catania e Catamoa nella cultura della gente e nel rapporto con la società».

Al Milan ha vissuto due annate di grande impatto.

«Il lavoro impostato da Montella, con l’aiuto di tutto lo staff, ha permesso al club di vincere la Supercoppa contro la Juve ai rigori. Ricordo come se fosse ora Donnarumma che ha parato l’ultimo rigore a Dybala. Sono momenti che rimangono indelebili».

A Firenze siete rimasti meno di una stagione.

«Ma è stata un’esperienza formativa: club nuovo, organico rinnovato, c’erano grandi aspettative ma era in atto un processo di crescita graduale».

Il rapporto con Marchionni a Ravenna è stato formativo.

«Ho conosciuto un altro allenatore ed ex giocatore di straordinario livello (Juve, Fiorentina, Parma, la Nazionale alcune delle sue tappe, ndr) un tecnico giovane che farà strada e io ho cercato di aiutarlo con l’esperienza che ho accumulato nel mio percorso. Lo merita sul piano professionale e personale».

Il Catania, con l’arrivo del tecnico Longo, si appresta a disputare una stagione, l’ennesima, del rilancio.

«Ed è una rincorsa che sarà intrapresa imparando anche dagli errori e facendo tesoro di quel che di buono è stato creato. Longo conosce bene girone e categoria, mi auguro che i rossazzurri possano compiere il salto di qualità. Lo merita il club per gli sforzi economici spesi anche per riaprire Torre del Grifo».

Posto in cui ha lavorato a lungo.

«I giocatori però non facciano l’errore di sentirsi in Serie A in una struttura di respiro europeo. Non perdano di vista la serie C e il livello degli avversari che vorranno sempre battere il Catania. La Salernitana rilancia a sua volta, il Bari con l’arrivo del direttore Marino sta cercando di ricompattare l’ambiente».

In Serie B il Palermo riparte da Inzaghi.

«E ha fatto bene perché la piazza lo sostiene, il gruppo ha conquistato tanti punti e ha sfiorato l’accesso in finale play off. Venezia e Monza sono state le avversarie con cui il Palermo ha lottato rincorrendo in una stagione di livello elevatissimo. Ora con una società importante si può tentare il grande salto».