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POLEMICA

Chilavert ci ricasca: dalla Francia "squadra africana" a una lunga scia di uscite razziste e omofobe

L’ex portiere risponde alle parole del francese Dugarry, che aveva pronosticato una facile vittoria della squadra di Deschamps, e scatena nuove polemiche

04 Luglio 2026, 16:25

Chilavert ci ricasca: dalla Francia "squadra africana" a una lunga scia di uscite razziste e omofobe

José Luis Chilavert torna a far discutere, e ancora una volta non per le imprese che lo hanno reso uno dei portieri più iconici della storia del calcio. L'ex numero uno del Paraguay, alla vigilia della sfida mondiale tra la sua nazionale e la Francia, ha scatenato un'ondata di indignazione con dichiarazioni rivolte ai Bleus. Rispondendo alle critiche dell'ex nazionale francese Christophe Dugarry sul valore tecnico del Paraguay, Chilavert ha affermato che nel 1998 il suo Paese affrontò "«la Francia», mentre oggi si troverebbe di fronte «una nazionale africana». Un riferimento all'origine familiare di molti calciatori francesi che è stato interpretato come un attacco razzista e discriminatorio. La stampa francese ha condannato con forza le sue parole, sottolineandone la gravità.

Non si tratta, però, di un episodio isolato. Negli ultimi anni Chilavert ha più volte attirato l'attenzione per dichiarazioni offensive nei confronti di giocatori e minoranze, alimentando polemiche ben oltre il terreno di gioco. Già nel 2024 aveva preso di mira Vinícius Júnior, minimizzando gli episodi di razzismo denunciati dall'attaccante brasiliano e utilizzando espressioni offensive e omofobe.

La situazione è peggiorata ulteriormente nel febbraio scorso, quando l'ex portiere è intervenuto sul caso legato agli insulti razzisti denunciati durante Benfica-Real Madrid. In quell'occasione non solo ha difeso Gianluca Prestianni, ma ha rivolto un attacco personale a Kylian Mbappé, sostenendo, senza alcun riscontro, che il capitano della Francia «vive con un travestito». Un'espressione considerata transfobica, accompagnata da altre affermazioni secondo cui il calcio sarebbe uno «sport per uomini» e si sarebbe «effeminato» con l'avvento di telecamere e microfoni. Parole che hanno suscitato una nuova ondata di critiche da parte di media, opinionisti e associazioni impegnate nella lotta contro le discriminazioni.

Le ultime dichiarazioni sulla nazionale francese sembrano quindi inserirsi in un quadro ormai consolidato. La provocazione secondo cui la Francia sarebbe una «nazionale africana» ripropone uno stereotipo utilizzato da anni negli ambienti dell'estrema destra europea per mettere in discussione l'identità nazionale dei giocatori francesi con origini straniere, nonostante siano cittadini francesi a tutti gli effetti e rappresentino legittimamente il proprio Paese.

È singolare che a pronunciare simili parole sia proprio Chilavert, che in passato aveva denunciato episodi di discriminazione subiti durante la sua carriera. Negli ultimi anni, tuttavia, le sue prese di posizione hanno assunto toni sempre più radicali e offensivi, fino a trasformarlo in un protagonista ricorrente delle polemiche extracalcistiche.

Il suo straordinario passato sportivo, fatto di gol su punizione, leadership e successi con il Paraguay e con il Vélez Sarsfield, continua a essere ricordato dagli appassionati. Ma oggi, sempre più spesso, il nome di José Luis Chilavert finisce sulle prime pagine non per ciò che ha fatto tra i pali, bensì per dichiarazioni che alimentano razzismo, xenofobia e omotransfobia, ricevendo puntualmente una dura condanna dall'opinione pubblica e dai media internazionali.