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SACRO E PROFANO

Brasile, la fede aspetta il fischio finale: chiese evangeliche cambiano orario per la Seleção

Le chiese brasiliane si adeguano al calendario dei Mondiali. Per gli ottavi di finale della Nazionale contro la Norvegia, diverse comunità evangeliche hanno infatti deciso di cancellare, rinviare o riprogrammare i culti domenicali, scatenando un acceso dibattito tra pastori, teologi e fedeli.

05 Luglio 2026, 14:40

Brasile, la fede aspetta il fischio finale: chiese evangeliche cambiano orario per la Seleção

In principio era il verbo. Poi arrivò il pallone. E in Brasile, dove il calcio sfiora spesso la dimensione della fede, succede anche che siano le chiese ad adeguarsi al calendario dei Mondiali. Per gli ottavi di finale della Nazionale contro la Norvegia, diverse comunità evangeliche hanno infatti deciso di cancellare, rinviare o riprogrammare i culti domenicali, scatenando un acceso dibattito tra pastori, teologi e fedeli.

La decisione ha diviso il mondo evangelico e infiammato i social network. Secondo quanto riportato dal quotidiano Folha de São Paulo, la chiesa Vitória em Cristo, guidata dal pastore Silas Malafaia, ha cancellato il culto serale per consentire ai fedeli di seguire la partita. La Renascer em Cristo ha invece scelto una soluzione diversa, posticipando la celebrazione al termine dell'incontro.

Altre comunità hanno trovato un compromesso: maxischermo nei locali della chiesa per assistere al match e, subito dopo il fischio finale, via al culto. Una formula che prova a conciliare passione sportiva e partecipazione religiosa, senza costringere i fedeli a scegliere tra altare e campo da gioco.

La scelta, però, non convince tutti. Una parte dei leader religiosi ritiene che modificare gli orari delle celebrazioni per un evento sportivo finisca per attribuire al calcio un'importanza eccessiva rispetto al momento liturgico. Altri, invece, sostengono che seguire la Seleção non sia incompatibile con la fede e ricordano come ogni comunità abbia autonomia nell'organizzare le proprie attività in base alle esigenze dei fedeli.

La discussione si è rapidamente trasferita anche online, dove sacerdoti, pastori e teologi si confrontano sul confine tra opportunità pastorale e rispetto della liturgia. Una domanda, in fondo, attraversa il dibattito: in un Paese dove il calcio è quasi una religione, può essere la religione ad adattarsi ai tempi del calcio?