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Pallanuoto

Tania e l’Orizzonte... infinito: «Lo scudetto più difficile, il sogno è la Champions»

La Di Mario, presidente del club catanese che ha appena vinto il tricolore programma già un futuro societario e tecnico altrettanto ambizioso

06 Luglio 2026, 04:33

04:40

L'Orizzonte Catania di pallanuoto

L'Orizzonte festeggia lo scudetto

L'Ekipe Orizzonte Catania continua a scrivere la storia della pallanuoto femminile italiana. Sabato è arrivato il ventiseiesimo scudetto, il settimo consecutivo, conquistato al termine di una stagione segnata dal dolore per la scomparsa del proprietario Giorgio Bartolini. Per questo, il successo vale molto più di un altro trofeo da aggiungere in bacheca. È il punto d'arrivo di un ciclo vincente e, allo stesso tempo, l'inizio di una nuova sfida, che sta per iniziare. Sì, perché la festa non durerà molto, poi si ricomincerà a programmare il futuro. Tania Di Mario, presidente del club, sabato nel post gara si è sciolta in un pianto di gioia perché questa è stata una stagione molto complessa.

Tania, ogni trofeo ha un significato speciale. Questo è stato uno dei più difficili da conquistare?

«Gara 3 a Ostia è stata pesante, tra le più difficili che abbiamo affrontato. Eravamo fuori casa e la situazione non era semplice: giocare lontano dal nostro pubblico dà sensazioni diverse. Per come si è messa la gara, poi, non abbiamo iniziato bene, abbiamo sofferto e siamo andate sotto di due gol. È stata davvero complicata, tutt'altro che una passeggiata».

L’abbiamo vista piangere. A memoria non ricordiamo altri pianti suoi.

«Quando si invecchia si pensa che si impari a gestire meglio la tensione, invece per me è il contrario. Credo di non aver mai imparato a stare senza costume. Quando sto fuori ho la sensazione di non poter contribuire direttamente e non riesco a sfogarmi: finisco per somatizzare tutto».

Durante la stagione avete affrontato diversi ostacoli, forse il momento più complesso è stata la scomparsa di Giorgio Bartolini.

«È una situazione molto triste per noi perché, al di là della volontà di sostenerci, la sua sola presenza cambiava tutto. Era una persona insostituibile, impossibile da replicare nella vita dell'Orizzonte. Fin dall'inizio di questa stagione sapevamo che stava male e abbiamo sofferto tanto per questa situazione. La sua scomparsam arrivata a pochi anni dalla scomparsa di Giuseppe La Delfa, ha colpito tutte noi. Ricevere due colpi così grandi a così poca distanza di tempo non è stato facile. Adesso dovremo andare avanti senza di lui. Non c'è più e ci sono domande alle quali dobbiamo continuare a rispondere. In questi mesi siamo andate avanti e lo abbiamo fatto trattenendo il respiro».

Nel post gara Martina Miceli ha criticato aspramente la direzione di gara. Lei che idea si è fatta?

«Quando sei così bravo e anche così fortunato da vincere tanto, è inevitabile che qualcuno si stanchi di vederti vincere. Questo è il ventiseiesimo scudetto, sono davvero tanti, è il settimo consecutivo. Se ci penso, quasi mi starei antipatica da sola. In fondo capisco anche chi ci guarda da fuori. Al loro posto non so se avrei un atteggiamento diverso. Io forse però mi metterei in testa di provare a batterci e di capire cosa abbiamo fatto per vincere così tanto, cercando di imparare qualcosa. Mi piacerebbe che diventassimo un esempio e un'ispirazione, più che un bersaglio di critiche. Invece, capita spesso il contrario. Lo stiamo vedendo anche con Ronaldo ai Mondiali, c'è sempre qualcuno che, per motivi diversi, trova il modo di criticare. Quando vinci così tanto, per qualcuno diventa persino troppo. Ognuno ha la propria visione personale, io in trent'anni di Orizzonte non ho mai giocato una partita con la sensazione che qualcuno ci volesse aiutare. Non mi è mai capitato. Ormai mi sono quasi abituata a vedere certe cose e non ci faccio più caso, ma non è cambiato nulla».

La festa durerà poco. Tra qualche giorno ricomincerete a martellare, magari sognando una Champions?

«L’obiettivo è vincere in Europa, ma non ci stiamo riuscendo. L'idea è creare un gruppo che nasca dall'Italia e poi aggiungere qualche innesto di qualità. Ci piacerebbe avere italiane che siano già nel giro del Setterosa: è la scelta più intelligente per costruire qualcosa di solido e raggiungere i nostri obiettivi. Non è un processo che si realizza in un attimo, ma è l'inizio di questo nuovo progetto».

Giulia Viacava lascerà la pallanuoto. Cosa ha rappresentato per l’Orizzonte?

«Con il tempo è diventata uno dei pilastri di questa squadra. Speriamo di averle insegnato qualcosa, sia come sportiva sia come donna. A noi piace far crescere donne capaci di affermarsi in qualsiasi ambito. È cambiata tantissimo negli anni, ha tirato fuori aspetti del suo carattere che forse nemmeno lei conosceva. È stata una presenza fondamentale e sarà difficile continuare senza di lei. Mi auguro che qualcuna riesca a raccoglierne l'eredità. Va via da grande atleta, non so cosa le riserverà il futuro, ma tutte le giocatrici che sono state con noi sanno che Catania sarà sempre casa loro».