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OTTAVI

La Pulce e il Re, ad Atlanta di scena la sfida tra i due talismani che rappresentano Argentina ed Egitto

L'Albiceleste ha faticato più del previsto nell'ultimo impegno contro Capo Verde, e proprio quel tipo di approccio potrebbe essere la chiave con cui gli egiziani cercheranno di limitare i sudamericani, tentando così di realizzare una delle sorprese di questa edizione del torneo

07 Luglio 2026, 15:47

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La Pulce e il Re, ad Atlanta di scena la sfida tra i due talismani che rappresentano Argentina ed Egitto

Messi contro Salah. Potrebbe apparire riduttivo semplificare la sfida degli ottavi di Coppa del Mondo tra Argentina ed Egitto come il duello tra due grandi campioni. Ma, oggettivamente, se le loro nazionali sono giunte fin qui nel torneo, lo devono quasi esclusivamente ai loro due fuoriclasse: i primi, seppure campioni in carica e con una squadra ricca di "fenomeni", se sono arrivati fin qui devono ringraziare il loro numero 10. Gli africani sono andati oltre ogni aspettativa della vigilia e sono stati portati per mano proprio dalla sua stella più splendente.
    La Pulce, a 39 anni, è in testa alla classifica dei marcatori e ha letteralmente trascinato i compagni nei momenti difficili. È il giocatore che ha segnato più reti — ben 20 — nella storia dei Mondiali; il campione che tutti cercano dentro e fuori dal campo. Sembra che il passare del tempo non abbia incrinato la sua classe: «Non gioco pensando all'età che ho - ha spiegato - Gioco e basta. Un giorno il mio corpo dirà stop. Ma non è ancora arrivato, quel giorno.» El‑Malek — ovvero "il re", come Salah è chiamato con orgoglio in patria — è il punto di riferimento della nazionale, il prescelto che ha indicato la strada ai Faraoni conducendoli fino a questa storica qualificazione nella fase a eliminazione diretta. Non ha mai vinto il Pallone d'Oro, ma negli scorsi anni ci è andato vicino. A Usa‑Messico‑Canada 2026 Salah è arrivato in stato di grazia: statisticamente è il giocatore che ha creato più occasioni nel torneo. Un leader in campo che ha grande esperienza internazionale: «L'Argentina non è solo Messi - mette in guardia in vista della partita - É una grandissima squadra».

    Tra le nazionali ci sono soltanto due precedenti. Il primo risale addirittura al 1928, proprio negli Stati Uniti, in semifinale delle Olimpiadi: finì 6‑0 per i sudamericani. L'altro è relativamente più recente: un'amichevole del 2008 giocata al Cairo e terminata 2‑0 ancora per la Albiceleste. Anche Salah e Messi, pur dando spettacolo nei più prestigiosi stadi europei, si sono incontrati soltanto due volte. Nel settembre 2015 l'egiziano giocava con la Roma, che pareggiò 1‑1 contro il Barcellona dell'argentino. Nel maggio 2019, la Pulce realizzò una doppietta nel 3‑0 dei blaugrana al Camp Nou contro il Liverpool, dove nel frattempo si era trasferito Salah.
    I pronostici della partita sono tutti a favore dei campioni in carica. I sudamericani arrivano da campioni del mondo, anche se hanno faticato non poco contro Capo Verde ai sedicesimi: in attesa che i vari Lautaro Martínez e Julián Álvarez diano segni di ripresa, contano su Messi, che fin qui ha realizzato sette gol. L'Egitto è galvanizzato dalla qualificazione acciuffata ai rigori contro l'Australia. Ma anche nella fase a gironi ha ben figurato contro Iran, Belgio e Nuova Zelanda, mettendo in mostra giovani talenti come il 18enne Hamza Abdel Karim. Dal punto di vista tattico, probabilmente gli africani cercheranno di bloccare i "rifornimenti" a Messi, nella consapevolezza che fermarlo palla al piede è più difficile. Si può immaginare che verrà creata — come spesso avviene per gli avversari della Pulce — una gabbia che lo circonderà dalla trequarti. Scaloni potrebbe approfittarne per concedere maggiore spazio a De Paul e agli attaccanti. Gli uomini di Hossam Hassan, 60enne leggenda del calcio egiziano, probabilmente si affideranno a rapide transizioni: recupero palla, immediato lancio su Salah, che può duettare con Marmoush.
    Gli argentini devono evitare di rimanere imbrigliati, come è capitato con Capo Verde; mentre l'Egitto, sulle ali dell'entusiasmo, può provare a sorprendere in velocità i sudamericani. Il sogno e la gloria, per entrambi, sono a un passo.