Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
7 luglio 2026 - Aggiornato alle 21:08
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Dall'inferno al Paradiso. Clamorosa Argentina, rimonta da infarto contro l'Egitto: l'Albiceleste non muore mai e vola ai quarti

Messi sbaglia un rigore, poi l'Albiceleste ribalta tutto con le reti di Romero, della Pulce, che consegna il momentaneo 2-2, e in pieno recupero con il sigillo vittoria di Fernandez

07 Luglio 2026, 20:24

20:30

Dall'inferno al Paradiso. Clamorosa Argentina, rimonta da infarto contro l'Egitto: l'Albiceleste non muore mai e vola ai quarti

Fernandez

Serviva un'impresa. L'Argentina l'ha costruita con il cuore, con il talento e con quella mentalità che da sempre accompagna le grandi squadre. Sotto di due reti contro un Egitto praticamente perfetto per oltre un'ora di gioco, l'Albiceleste sembrava a un passo da una clamorosa eliminazione. Poi è successo l'impensabile: la squadra sudamericana ha reagito con una forza d'animo straordinaria, ha ribaltato ogni pronostico prendendosi i quarti di finale al termine di una rimonta destinata a entrare nella storia del Mondiale.

La serata si era trasformata in un incubo. L'Egitto colpisce due volte con cinismo, difende con ordine e costringe gli argentini a inseguire. Come se non bastasse nel primo tempo, con gli egiziano avanti, arriva anche l'episodio che poteva spegnere speranze e umore della Selección: il calcio di rigore che potrebbe impattare la gara viene fallito da Lionel Messi. Un errore pesantissimo, che avrebbe potuto consegnare l' 1-1 e cambiare il volto dell'incontro già in quel momento.

Eppure è proprio lì che nasce la vera grandezza dell'Argentina. Nessuno abbassa la testa. Nessuno smette di crederci. La squadra continua ad attaccare con lucidità, aumenta il ritmo del palleggio, alza il baricentro e schiaccia gli egiziani nella propria metà campo. È la dimostrazione di un gruppo che non dipende da un singolo episodio, nemmeno quando il protagonista è il giocatore più rappresentativo.

La rimonta prende forma attraverso un calcio fatto di qualità tecnica, intensità e personalità. Ogni pallone viene giocato con coraggio, ogni azione trasmette la convinzione che la partita possa ancora essere riscritta. L'Argentina ritrova velocità nelle combinazioni, superiorità sugli esterni e una pressione costante che finisce per incrinare la resistenza africana.

Quando arrivano i gol, lo stadio esplode. L'Albiceleste cambia completamente volto, trascinata dall'entusiasmo e da una condizione mentale che soltanto le grandi nazionali possiedono. L'Egitto, eroico per lunghi tratti, non riesce più a contenere l'ondata biancoceleste, mentre l'Argentina continua a spingere senza sosta fino al sorpasso definitivo.

Anche Messi, dopo il rigore fallito, ritrova il sorriso. Il capitano non si lascia travolgere dall'errore e continua a guidare i compagni con la sua presenza, dimostrando ancora una volta che i campioni si giudicano soprattutto dalla capacità di reagire alle difficoltà. La sua leadership diventa il simbolo di una squadra che non si è mai arresa, nemmeno quando tutto sembrava perduto. Una «Pulce» che sigla il 2-2 che gli consente di salire a quota 8 goal in questo Mondiale e a quota 21 in totale nella Coppa del Mondo.

Questa è l'essenza dell'Argentina: una nazionale che abbina classe, carattere e un'incredibile forza collettiva. Una squadra capace di trasformare la pressione in energia, gli errori in motivazione e la disperazione in entusiasmo. Le lacrime di Messi al fischio finale mentre abbraccia Molina, sono l'immagine più bella e significativa di questa partita. Lui, l'erede di Maradona, che ha vinto 8 palloni d'oro, un Mondiale e un'infinità di trofei sente la maglia dell'Albiceleste come una seconda pelle. Una "camiseta" da difendere e onorare sempre: perché lui è il Capitano, lui è l'uomo che deve dare sempre l'esempio ai suoi "Muchachos". Questo è il frutto della ricetta vincente del ct Scaloni, in lacrime anche lui al termine della partita, e della sua “Scaloneta” che si basa su concetti e principi semplici, che lasciano in secondo piano l’aspetto tattico per valorizzare l’impegno, le qualità individuali e, prima di ogni cosa, lo spirito di gruppo. La rimonta contro l'Egitto non vale soltanto il pass per i quarti di finale: è la dichiarazione di forza di una delle grandi protagoniste del Mondiale, una formazione che continua a credere nel proprio destino e che, dopo una notte così, fa ancora più paura a tutte le avversarie.

ARGENTINA-EGITTO 3-2 (0-1)

MARCATORI: 15’ Ibrahim, 67’ Ziko, 79’ Romero, 84’ Messi, 93’ Fernandez

ARGENTINA (4-4-2): E. Martinez; Molina (73’ Montiel), Romero (95’ Otamendi), Li. Martinez, Tagliafico (66’ N. Gonzalez); de Paul (66’ L. Martinez), Mac Allister, Paredes, Fernandes; Messi, Alvarez (95’ Medina). A disp. Musso, Rulli, Almada, Barco, Lo Celso, Lopez, Medina, Palacios, Paz, Senesi, Simeone. Ct. Scaloni

EGITTO (4-4-2): Shobeir; Hany, Ibrahim, Rabia, Hafez; Ashour (46’ Fathy), Attia, Lasheen (96’ Zizo), Hassan (74’ Trezeguet); Salah, Ziko (80’ Marmoush). A disp. M. Alaa, El Shenawy, Abdelkarim, Abdelmaguid, Adel, T. Alaa, Dunga, Saber, Soliman. Ct. Hassan

ARBITRO: Letexier (FRA)

AMMONITI: 61’ Ziko, 93’ Shobeir, 94’ Fathy, 98’ Attia, 99' Hossam Hassan (ct)

ANGOLI: 6-1

RECUPERO: pt 5’; st 11’

SPETTATORI: 71.000