serie A
Inter, il Coni ferma Khalaili. Marotta avverte le rivali: "Siamo noi la squadra da battere"
Le severissime leggi sanitarie mandano all'aria il primo colpo estivo ma il club nerazzurro si dice pronto a reggere la pressione di un'altra stagione da capolista
L’attesa per il raduno dell’Inter campione d’Italia ad Appiano Gentile è stata subito scossa da una notizia che rimescola i piani di mercato dei nerazzurri. Durante la prima conferenza stampa stagionale, il presidente Beppe Marotta non si è limitato ai consueti auspici: ha annunciato l’imprevisto stop al nuovo acquisto. Anan Khalaili non vestirà la maglia del club campione d'Italia.
Un affare ormai definito con i belgi dell’Union Saint-Gilloise è infatti saltato all’ultimo metro: il calciatore non ha ottenuto l’idoneità sportiva dall’Istituto di Medicina dello Sport del Coni, a causa delle stringenti normative italiane sulla tutela della salute.
“Lo comunichiamo con grande rammarico, è una notizia che ci crea dispiacere,” ha spiegato Marotta, precisando che il club si atterrà alla decisione ed è già al lavoro per individuare alternative.
Il dossier più urgente riguarda la corsia destra, orfana di Denzel Dumfries, che ha lasciato Milano con una “scelta rispettosa” per chiudere altrove la carriera.
I radar del direttore sportivo Piero Ausilio guardano ora alla Ligue 1: piace Doué dello Strasburgo, valutato tra 35 e 40 milioni. Restano vive piste italiane come Dodò, Norton-Cuffy e Belghali.
A complicare il quadro ha contribuito anche il “caso Palestra”, sfumato dopo il passo indietro del giocatore rispetto all’impegno verbale e nonostante l’intesa già raggiunta tra Inter e Atalanta: il calciatore ha preferito un’altra “scelta di vita” ha detto Marotta (e la scelta di vita è un ingaggio sostanzialmente triplo rispetto a quanto aveva pattuito con i nerazzurri).
Malgrado intoppi e richieste “pazzesche”, in casa Inter non si respira ansia. Marotta ha definito gli obiettivi stagionali lanciando un monito alla squadra: il vero avversario è la “sindrome della vittoria”.
“Non deve portare appagamento. Quando ci si sente appagati, la fatica in più o lo sforzo in più non lo si fa,” ha ammonito il presidente, rinnovando la fiducia nella professionalità del gruppo. Il traguardo è continuare a imporre la propria legge in Italia e tornare ai vertici in Europa. Una doppia missione resa più complessa in campionato, dove — secondo l’analisi di Marotta — Milan e Juventus potranno concentrare tutte le energie sulla Serie A, non partecipando quest’anno alla Champions League.
Un vantaggio non trascurabile per le rivali, che però non intimorisce la dirigenza: l’Inter è consapevole della propria forza e si prepara, ancora una volta, a essere la squadra da battere.