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il caso

Un ginecologo in panchina? La verità sul caso che sta scuotendo il Senegal

La federazione attacca il dottor Fedior dopo la cocente uscita dai Mondiali 2026, ma il professionista era in carica dal 2017 ed è regolarmente specializzato in medicina dello sport

14 Luglio 2026, 11:14

11:20

Un ginecologo in panchina? La verità sul caso che sta scuotendo il Senegal

Il Senegal è precipitato in una profonda crisi interna dopo la traumatica eliminazione ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026 contro il Belgio. I Leoni della Teranga, avanti 2-0, hanno subito una rimonta clamorosa fino al 3-2 ai supplementari: un epilogo che ha fatto esplodere tensioni e malumori latenti.

A pagarne subito il prezzo è stato il commissario tecnico Pape Thiaw, esonerato dalla Federazione senegalese (FSF), guidata dal presidente Abdoulaye Fall. A infiammare l’opinione pubblica, tuttavia, non è stato soltanto il risultato sportivo, bensì il caso che coinvolge lo staff sanitario della nazionale, e in particolare il medico responsabile, il dottor Abderahmane Fedior.

Nel tentativo di spiegare il fallimento, Fall ha dichiarato in conferenza stampa di aver scoperto "piuttosto tardi" che Fedior è di formazione un ginecologo-ostetrico, aggiungendo che diversi giocatori non si sentivano rassicurati dal suo supporto medico. Parole che hanno spostato l’attenzione sulle modalità di selezione del personale e scatenato la dura reazione dell’Association Sénégalaise de Médecine du Sport (ASMS) e dello stesso interessato.

L’associazione ha definito le affermazioni del presidente "infondate e diffamatorie", precisando che il dottor Fedior possiede una specializzazione in Medicina e Biologia dello Sport e dirige ininterrottamente l’equipe sanitaria della nazionale dal 2017, con all’attivo tre Mondiali e cinque Coppe d’Africa.

Lo stesso Fedior si è detto profondamente sorpreso, ricordando non solo di aver conseguito il diploma in ambito sportivo nel 2008, ma anche che il suo percorso in ginecologia era un dato biografico ben noto negli ambienti calcistici senegalesi, da lui stesso reso pubblico in un’intervista del 2018.

Il caso assume così i contorni di uno scaricabarile pretestuoso. Dietro la finta "scoperta scandalosa" paiono celarsi carenze gestionali di ben più ampia portata all’interno della federazione.

A corroborare l’idea di una gestione improvvisata è un’indiscrezione riportata da Reuters, secondo cui l’ex commissario tecnico Thiaw sarebbe approdato al Mondiale privo di un contratto formalmente sottoscritto, con le pratiche sistemate solo a torneo iniziato.

La surreale caccia alle streghe sul “medico ginecologo” finisce così per ergersi a simbolo di un malessere più profondo, in cui il crollo mentale e tattico contro il Belgio non ha fatto che mettere a nudo un ambiente privo di fiducia, chiarezza organizzativa e programmazione.