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Serie A

Il Napoli di Allegri nasce al San Carlo: «Ora lavoriamo, la squadra è già forte»

Presentazione da grande evento per il tecnico livornese. Sul palco parla di scudetto, Champions e Coppa Italia: «Servirà una sana follia»

14 Luglio 2026, 20:03

20:10

Il Napoli di Allegri nasce al San Carlo: «Ora lavoriamo, la squadra è già forte»

Dopo la Reggia di Capodimonte per Rudi Garcia e il Teatro di Corte di Palazzo Reale per Antonio Conte, Aurelio De Laurentiis alza ancora l’asticella. Per presentare Massimiliano Allegri sceglie il palcoscenico più iconico possibile: il Teatro San Carlo di Napoli, il più antico teatro d’opera in attività al mondo.

Davanti a circa un migliaio di persone, tra giornalisti, invitati e rappresentanti del club, il nuovo allenatore del Napoli sale sul palco e appare visibilmente emozionato. «Sono nel teatro più antico del mondo, con una platea piena di tante persone: è una grande emozione. Sono molto contento di essere qui, ora la cosa più importante è iniziare a lavorare da domani nel migliore dei modi», dice Allegri nel suo primo atto ufficiale da tecnico azzurro.

Le risposte alle domande della stampa non regalano grandi sorprese, ma delineano il profilo del nuovo Napoli: concretezza, equilibrio e obiettivi chiari. «Per me è una grande occasione in una città meravigliosa. È la seconda volta che mi capita di ereditare una squadra di Antonio Conte, che ha fatto un gran lavoro. Spero porti bene, sono molto contento».

L’obiettivo è arrivare alla parte decisiva della stagione ancora in corsa su tutti i fronti. «La cosa più importante è lavorare con serietà e arrivare a marzo dentro tutti gli obiettivi: campionato, Champions e Coppa Italia». Per farlo serviranno, secondo Allegri, «una sana cazzimma e una sana follia».

Un passaggio inevitabile è quello sul passato: dalla retrocessione del Napoli nella stagione 1997-98, quando Allegri vestiva proprio la maglia azzurra, ai due scudetti conquistati da allenatore della Juventus ai danni del Napoli. Il tecnico livornese risponde con una battuta: «Sono venuto apposta qui per restituire».

Sul futuro della squadra Allegri non si sbilancia. La rosa è ampia e sarà necessario valutare gli uomini a disposizione dopo i due ritiri estivi di Dimaro-Folgarida e Castel di Sangro. «Al mercato pensa la società. Lavoreremo a stretto contatto e quando avrò visto tutta la squadra farò delle valutazioni con il club. La squadra è già forte».

Anche il modulo resta un tema aperto. «Si gioca in base ai giocatori a disposizione», spiega Allegri, che preferisce rimandare ogni scelta tattica alla conoscenza diretta del gruppo.

Una stagione particolare attende il Napoli, quella del centenario del club. «Sarà un anno molto importante e tutti dobbiamo mettere qualcosa in più per raggiungere gli obiettivi», sottolinea il tecnico.

La frase «l’importante è arrivare al 30 maggio avendo raggiunto degli obiettivi» offre lo spunto per una battuta di De Laurentiis: «Ma allora vuoi arrivare in finale di Champions, visto che hai parlato del 30 maggio?». Allegri sorride e accetta anche l’etichetta di allenatore aziendalista. «Per alcuni è un’offesa, per me è un complimento».

Tra i singoli, il nuovo allenatore azzurro parla di Rasmus Højlund e Kevin De Bruyne. Sul centravanti danese scherza: «Sono contento di averlo con me. L’anno scorso l’ho scansato e quest’anno l’ho preso». Sul fuoriclasse belga invece resta prudente: «Aspetto di vederlo prima di dire come intendo utilizzarlo. Certo, sa giocare discretamente a pallone. È un giocatore straordinario».

Nessun commento, invece, sulle parole del presidente del Milan Gerry Cardinale, che nei giorni scorsi aveva parlato della necessità di tornare a vincere. «Sono dispiaciuto per come è andata al Milan, ma non commento le parole di Cardinale. Siamo tutti dispiaciuti per il mancato obiettivo».

Dal palco del San Carlo parte così l’era Allegri. Con il solito marchio di fabbrica: poche promesse, molto lavoro e la convinzione che il risultato si costruisca giorno dopo giorno.