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SEMIFINALE

La Spagna piega la Francia e vola in finale: nel giorno della Bastiglia cadono i Bleus, Oyarzabal e Porro firmano l'impresa

Le Furie Rosse tornano a giocare l'ultimo atto della Coppa del Mondo dopo 16 anni: anche nel 2010 arrivarono alla gara conclusiva da campioni d'Europa. Gli spagnoli eguagliano l'Italia di Roberto Mancini: 37 partite consecutive senza sconfitte

14 Luglio 2026, 23:01

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La Spagna piega la Francia e vola in finale: nel giorno della Bastiglia cadono i Bleus, Oyarzabal e Porro firmano l'impresa

Mikel Oyarzabal

Nel giorno più simbolico della storia francese, quello della presa della Bastiglia, è la Spagna a prendersi la scena e a spegnere il sogno dei Bleus. La Roja supera la Francia per 2-0 nella semifinale della Coppa del Mondo grazie alle reti di Mikel Oyarzabal e Pedro Porro, conquistando una finale che rappresenta il coronamento di un percorso straordinario e la conferma della crescita di una nazionale capace di unire qualità tecnica, organizzazione tattica e grande personalità. Per i francesi si infrange invece il sogno di disputare la terza finale mondiale consecutiva, un traguardo che avrebbe rappresentato un'impresa nella storia recente del calcio internazionale.

La squadra di Luis de la Fuente interpreta la gara con personalità, qualità e maturità, controllando i momenti più delicati della sfida e colpendo nei frangenti decisivi. Ancora una volta è Mikel Oyarzabal a prendersi la scena. L'attaccante della Real Sociedad, già decisivo nella finale dell'Europeo contro l'Inghilterra con il gol che aveva consegnato alla Spagna il titolo continentale, firma su rigore la rete che indirizza la semifinale mondiale. A chiudere definitivamente i conti è Pedro Porro, autore del raddoppio che spegne ogni speranza francese e fa esplodere la festa spagnola. Per la Roja si tratta di un ritorno nell'atto conclusivo della Coppa del Mondo, coronamento di un percorso praticamente perfetto che conferma il dominio della nazionale iberica sul panorama internazionale. Una squadra giovane, brillante e ormai pienamente matura, capace di coniugare la tradizionale qualità tecnica con una ritrovata concretezza sotto porta e una straordinaria solidità difensiva.

L'attesa per la sfida tra Spagna e Francia era enorme. Da una parte la nazionale campione d'Europa, dall'altra una Francia che negli ultimi due Mondiali aveva sempre raggiunto la finale, confermandosi una delle grandi potenze del calcio mondiale. Il confronto tra due delle migliori selezioni del torneo non tradisce le aspettative. La Spagna prende subito il controllo del possesso palla, cercando di imporre il proprio ritmo attraverso una lunga circolazione e continui cambi di gioco. La Francia prova ad aspettare, puntando sulle ripartenze e sulla qualità dei propri attaccanti, ma fatica a recuperare il pallone e ad alzare il baricentro. La Roja mostra fin dai primi minuti un'organizzazione impeccabile. Il pressing alto impedisce ai Bleus di costruire con continuità, mentre il centrocampo spagnolo domina il palleggio costringendo gli avversari a rincorrere. La partita rimane equilibrata fino al 20’ del primo tempo, quando arriva l'episodio destinato a cambiare l’incontro: Digne ingenuo, cerca il rilancio fronte alla porta, non si avvede dell'arrivo di Yamal e lo calcia, rigore senza bisogno dell'intervento del Var. Sul discetto va Mikel Oyarzabal che batte Maignan e porta avanti la nazionale spagnola. È la rete dell'1-0, ma soprattutto è il simbolo di una squadra che continua a trovare nel proprio numero nove l'uomo delle grandi occasioni. Oyarzabal conferma una volta di più il proprio straordinario feeling con le finali e le sfide decisive, diventando uno dei volti simbolo del nuovo ciclo spagnolo. Il vantaggio permette alla Roja di giocare con ancora maggiore serenità. La Francia è costretta a modificare il proprio atteggiamento tattico, alzando il baricentro e concedendo inevitabilmente più spazi alle ripartenze degli uomini di De la Fuente.

Nella ripresa i Bleus partono con maggiore determinazione e con il romanista Konè al posto del milanista Rabiot, ammonito dopo appena 9’ di gioco. I francesi cercano di aumentare l'intensità cercando con maggiore convinzione la via del pareggio. La difesa spagnola, però, offre probabilmente la miglior prestazione dell'intero torneo. Ogni pallone viene difeso con ordine, i raddoppi sono puntuali e il reparto arretrato concede pochissime occasioni pulite agli attaccanti francesi. Il centrocampo continua inoltre a fare un lavoro straordinario in fase di non possesso, interrompendo sul nascere molte delle iniziative dei transalpini e ripartendo con qualità ogni volta che si presenta l’occasione. La Francia crea qualche situazione pericolosa ma manca sempre l'ultimo passaggio o la precisione nella conclusione. Il tempo scorre e la pressione inizia a trasformarsi in frenesia.

Con la squadra di Deschamps completamente sbilanciata alla ricerca del pareggio, la Spagna trova gli spazi ideali per colpire con il suo tradizionale tiki taka: Pedro Porro accompagna l'azione, scambia con Olmo e si inserisce con perfetto tempismo concludendo con grande precisione, superando il portiere francese e facendo calare il sipario sulla semifinale. È il gol che certifica la superiorità della Roja,  cui viene annullata la terza rete di Yamal per un fuorigioco millimetrico, e chiude definitivamente ogni discorso. I giocatori spagnoli si abbracciano, la panchina esplode di gioia e sugli spalti inizia la festa di un popolo che vede ormai vicinissimo il sogno mondiale. Gli ultimi minuti diventano una lunga gestione del possesso da parte della Spagna, mentre la Francia, ormai colpita anche dal punto di vista psicologico, non riesce più a costruire occasioni realmente pericolose. Al triplice fischio può iniziare la festa della Roja.

La coincidenza rende la sconfitta ancora più amara per i Bleus. Il 14 luglio rappresenta il giorno della presa della Bastiglia, la festa nazionale francese e uno dei simboli della storia del Paese. Una data che avrebbe potuto trasformarsi in una celebrazione anche sportiva si trasforma invece nella serata che segna la fine del sogno mondiale. La Francia saluta il torneo dopo aver accarezzato la possibilità di raggiungere la terza finale consecutiva della Coppa del Mondo. Un risultato che avrebbe confermato una continuità straordinaria ai massimi livelli.

Dietro il successo della Roja c'è soprattutto il lavoro di Luis de la Fuente. Il commissario tecnico ha costruito una squadra equilibrata, moderna e ricca di talento, riuscendo a dare continuità ai successi ottenuti negli ultimi anni. I numeri raccontano perfettamente la dimensione del suo lavoro. Tra Europeo e Coppa del Mondo la Spagna ha ottenuto tredici vittorie nelle ultime quattordici partite disputate. L'unico risultato diverso dalla vittoria è stato il pareggio maturato nella fase a gironi di questo Mondiale contro Capo Verde, una gara nella quale la Roja aveva comunque dominato senza riuscire a concretizzare le numerose occasioni create. Per il resto è stato un autentico percorso da campioni, costruito attraverso prestazioni convincenti contro qualsiasi avversario. De la Fuente è riuscito a valorizzare un gruppo ricco di giovani talenti senza rinunciare all'esperienza dei giocatori più maturi. Il risultato è una squadra capace di adattarsi alle diverse situazioni di gioco, mantenendo sempre una precisa identità tecnica. Con il successo sulla Francia, la Spagna raggiunge quota trentasette partite consecutive senza sconfitte, eguagliando uno dei record più prestigiosi del calcio internazionale. La Roja raggiunge infatti l'Italia guidata da Roberto Mancini, protagonista tra il 2018 e il 2021 di una straordinaria striscia di trentasette gare utili consecutive culminata con la vittoria dell'Europeo di Wembley contro l’Inghilterra. Un dato che certifica la continuità di rendimento della nazionale spagnola e la solidità di un progetto tecnico che sembra destinato a durare ancora a lungo. La continuità è forse l'aspetto che colpisce maggiormente. La Spagna non vince soltanto, ma convince per qualità del gioco, organizzazione tattica e capacità di interpretare ogni tipo di partita.

FRANCIA-SPAGNA 0-2 (0-1)

MARCATORI: 22’ Oyarzabal (rig), 58’ Porro, 

FRANCIA (4-2-3-1): Maignan; Kounde, Upamecano, Saliba (30’ Lacroix), Digne (72’ T. Hernandez); Tchouameni, Rabiot (46’ Konè); Dembele, Olise (72’ Chercki), Barcola (57’ Doue); Mbappè. A disp. Risser, Samba, Akliouche, Gusto, L. Hernandez, Kante, Konate, Mateta, Thuram, Zaire-Emery. Ct. Deschamps

SPAGNA (4-2-3-1): Simon; Porro (84’ Llorente), Cubarsi, Laporte, Cucurella; Rodri, Ruiz (77’ Pedri); Yamal, Olmo (77’ Merino), Baena (84’ Williams); Oyarzabal (74’ Torres). A disp. J. Garcia, Raya, E. Garcia, Gavi, Grimaldo, Iglesias, Manzo, Pino, Pubill, Zubimendi. Ct. de la Fuente

ARBITRO: Barton (EL SALVADOR)

AMMONITI: 9’ Rabiot, 31’ Cucurella, 87’ Mbappè

ANGOLI: 7-1

RECUPERO: pt 7’; st 7’

SPETTATORI: 70.176