CALCIO IN LUTTO
Addio a Osvaldo Bagnoli, il mago che regalò lo Scudetto impossibile
Aveva 91 anni. Nel 1985 portò l'Hellas sul tetto d'Italia, spezzando il dominio delle grandi
Ha trasformato in realtà ciò che pareva arduo persino da concepire. Osvaldo Bagnoli — scomparso oggi a 91 anni — consegnò lo Scudetto a una squadra di provincia.
Sotto la sua regia, l’Hellas Verona ruppe l’egemonia delle grandi conquistando il tricolore nella stagione 1984-85.
Aveva compiuto 91 anni lo scorso 3 luglio e da alcuni giorni era ricoverato all’ospedale Borgo Roma della città scaligera, dove si è spento nelle prime ore del mattino.
Da calciatore mosse i primi passi nel Milan, quindi indossò la maglia del Verona, per poi proseguire con Udinese, Catanzaro, SPAL e Verbania.
Nel 1973 l’esordio in panchina alla Solbiatese in Serie C, quindi la chiamata del Como in A. L’esperienza non fu felice e la carriera ripartì nelle categorie inferiori, tra Rimini, Fano e Cesena.
Nel 1981 prese avvio l’avventura destinata a cambiare la storia del Verona e del calcio italiano. Prima il successo in Serie B con la conseguente promozione, poi la costruzione, tassello dopo tassello, del “miracolo Hellas”: quarto posto al debutto in massima serie, ottavo l’anno successivo, fino allo storico titolo del 1985.
“Oggi non ci rendiamo conto di quale impresa abbiamo realizzato, ma sarà il corso del tempo a farcelo capire”, ricordò il centrocampista Domenico Volpati.
Il primo titolo nazionale della storia gialloblù porta la data del 12 maggio 1985: un pareggio sul campo dell’Atalanta sigillò la vittoria del campionato con 90 minuti d’anticipo. Un’impresa imprevedibile, che per dimensioni sarebbe stata eguagliata soltanto trentuno anni dopo dal Leicester di Claudio Ranieri.
Archiviata l’era veronese — due decimi posti, un quarto, un quattordicesimo e una retrocessione — Bagnoli passò al Genoa, dove centrò un quarto e un quattordicesimo posto. Quindi l’Inter: secondo in classifica al primo anno, alle spalle del Milan, e sollevato dall’incarico alla ventiduesima giornata della stagione successiva. Fu la sua ultima panchina.
Soprannominato il “mago della Bovisa”, entrò nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2017 e l’anno seguente fu nominato presidente onorario dell’Hellas Verona.
La squadra dei miracoli oggi lo saluta così: “Ora e per sempre leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano. Già ci manchi”.