Serie B
Palermo, Ranocchia parla da leader: «Basi solide per puntare alla serie A»
Il numero 10 rosanero sposa la linea del presidente Mirri e lancia la sfida dal ritiro «Siamo cresciuti e abbiamo un bel gruppo. Con il 4-2-3-1 di mister Inzaghi saremo ancora più offensivi»
«Sta nascendo un Palermo che aveva già delle basi solide dallo scorso anno perché comunque, nonostante non siamo riusciti a centrare l’obiettivo della società e che ci eravamo posti, credo si sia creato un gruppo di qualità, in cui sono arrivati degli innesti e altri ne arriveranno. Ma credo che la base di partenza sia molto buona, quindi stiamo continuando sulla falsariga dello scorso anno, cercando di migliorare gli aspetti che non ci hanno permesso di centrare l’obiettivo».
È il manifesto esposto da Filippo Ranocchia e, in fondo, anche quello di tutto il Palermo che al centro sportivo Mulin Da Coi dallo scorso 11 luglio sta preparando la nuova stagione con ambizioni rinnovate.
Il numero 10 rosanero, protagonista della conferenza stampa di ieri, è netto nell’esporre quello che è certamente il pensiero di tutto il club: non è un Palermo da rivoluzionare, nessuna rifondazione né stravolgimento, perché i 72 punti ottenuti nello scorso campionato sono un bottino importante da cui si può e si deve ripartire. Anche con Ranocchia, tra i protagonisti più importanti dell’ultima stagione: 32 presenze, 6 gol e 2 assist. Numeri ottimi ma superficiali se l’obiettivo è comprendere l’importanza del classe 2001 per la squadra di Inzaghi. Gli oltre 70 tocchi di palla a partita dimostrano quanto il 10 sia centrale e a tratti imprescindibile.
Playmaker moderno, già abile nel palleggio e nella rifinitura, nella scorsa stagione Ranocchia ha ulteriormente alzato il proprio livello anche in fase di interdizione: la media di quasi 5 palle rubate a partita testimoniano la crescita e la maturazione nel ruolo che l’ex Juventus ha raggiunto. Ne è consapevole anche lui: «Come aveva detto il mister, penso che quello in cabina di regia sia stato sempre il mio ruolo naturale. Quando ho iniziato, ho fatto qualche partita leggermente più avanti, ma mi sono sempre trovato a mio agio in questo ruolo».
Anche sulla partecipazione ai gol della sua squadra Ranocchia ha le idee chiare. Bene, ma si può fare ancora meglio: «Sicuramente i sei gol realizzati l’anno scorso sono un punto di partenza, nel senso che mi danno uno stimolo per lavorare e per cercare almeno di ripetermi. Io sono uno che ha sempre puntato a fare gol. Tranne il secondo anno, che sono riuscito a farne solo uno, ma ho sempre avuto l’obiettivo di segnare. Quindi cercherò almeno di eguagliare il risultato dell’anno scorso».
Ma al di là dei numeri e delle statistiche, certo importanti ma non sempre rivelatrici, il percorso di Ranocchia a Palermo, iniziato nel 2024, è stato senza dubbio di segno positivo: «Sicuramente è iniziato alla grande - dice il numero 10 - poi ho avuto un anno di flessione, in concomitanza con un’annata non molto felice per tutti, e credo che si sia ripreso lo scorso anno. In questi due anni e mezzo credo di essere cresciuto molto come persona e credo di essere arrivato a una maturità ormai quasi definita. Anche perché ho 25 anni, mi sento al top della mia condizione, quindi credo che il mio percorso, oltre a quello calcistico, sia stato anche fuori dal campo e per questo sarò sempre grato a questa società e a questa città».
Quest’anno però l’abito tattico del Palermo è destinato a cambiare. Inzaghi ha deciso di mandare in soffitta la difesa a 3 per ripartire dal 4-2-3-1 su cui si sta lavorando nel corso della preparazione. Anche per il play certamente cambia qualcosa: «Sicuramente la proposta offensiva, perché avendo due esterni alti l’obiettivo della costruzione, soprattutto per i centrocampisti, è quello di far arrivare il maggior numero di palloni agli esterni per poi cercare di creare superiorità numerica con loro e per fare gol. Avendo anche un difensore in meno, chiaramente cambia il modo di difendere, però credo che, oltre al modulo, stiamo lavorando su alcuni principi che ci permettono di lavorare come squadra».
Una spinta importante per le ambizioni da mettere in campo nella prossima stagione è arrivata dal presidente rosanero Dario Mirri, che venerdì al Mulin Da Coi ha parlato con grande chiarezza: inutile nascondersi, quest’anno l’obiettivo è la Serie A: «Sì. assolutamente. Siamo tutti consapevoli - dice Ranocchia - da quando sono arrivato l’obiettivo è sempre stato questo ma poi credo che sia sempre mancato qualcosa. Sicuramente lo scorso anno è stato il migliore per distacco dell’era City Group e quest’anno, come ha detto il presidente, c’è un solo obiettivo e noi siamo molto determinati per raggiungerlo».