Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
20 luglio 2026 - Aggiornato alle 21:53
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

FINALE

La Spagna mata l'Argentina ai supplementari e diventa campione del mondo per la seconda volta. Ultima amara per Messi

Al Met Life Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, decise la rete di Ferran Torres al primo centro in questa Coppa del Mondo. Il ct de la Fuente diventa il terzo ct, dopo Del Bosque e il tedesco Helmut Schön, a conquistare Europeo e Mondiale

20 Luglio 2026, 00:03

00:54

La Roja mata l'Argentina ai supplementari e diventa campione del mondo per la seconda volta. Ultima amara per Messi

Ferran Torres, autore del gol vittoria

Sedici anni dopo la notte di Johannesburg, la Spagna torna sul tetto del mondo. La Roja conquista il Mondiale 2026 piegando l'Argentina ai tempi supplementari, al termine di una finale dominata sul piano del gioco, dell'intensità e delle occasioni create. A decidere il titolo è il gol di Ferran Torres al secondo minuto del secondo tempo supplementare: una rete pesantissima, la prima dell'attaccante in questo Mondiale, che vale la seconda Coppa del Mondo della storia del calcio spagnolo. Una curiosità. Esattamente come nel 2010, gli spagnoli vincono da detentori del titolo di campioni d'Europa e ai supplementari con il medesimo risultato: 1-0 che in Sudafrica venne siglato al 115' da Inniesta.

È il trionfo della squadra migliore del torneo. La formazione di Luis de la Fuente ha imposto il proprio calcio fin dal fischio d'inizio, monopolizzando il possesso, alzando costantemente il baricentro e costringendo l'Argentina a una partita di pura sofferenza. La Roja ha costruito occasioni in serie, trovando sulla propria strada una difesa capace di resistere oltre i propri limiti e un Dibu Martinez decisivo nel tenere aperto il risultato.

La Selección, invece, è arrivata all'ultimo atto con il serbatoio quasi vuoto. Le battaglie affrontate nei turni precedenti hanno presentato il conto proprio nella serata più importante. La squadra di Scaloni ha pagato la stanchezza fisica e mentale accumulata durante il cammino mondiale, faticando a uscire dalla pressione spagnola e rinunciando progressivamente a qualsiasi ambizione offensiva. L'Argentina ha stretto i denti, affidandosi all'orgoglio e alla qualità dei propri interpreti, ma con il passare dei minuti le energie sono diminuite e la superiorità tecnica della Spagna è diventata sempre più evidente. L'episodio che ha indirizzato definitivamente la finale è arrivato al 93'. Enzo Fernández, già ammonito, commette un fallo ingenuo e inutile su Cubarsi che gli costa il secondo cartellino giallo. L'espulsione del centrocampista lascia l'Argentina in inferiorità numerica proprio prima dell'inizio dei supplementari, spalancando ulteriormente gli spazi a una Roja che non aveva mai smesso di attaccare.

Il gol decisivo è maturato al 107'. Dopo l'ennesima azione costruita con pazienza, il pallone è arrivato a Ferran Torres, assist di Williams, che al volo mette il pallone sotto la traversa. Una liberazione per l'attaccante spagnolo, rimasto a secco per tutto il torneo ma capace di scegliere il momento più importante per lasciare il segno: un destro che diventa il simbolo di un Mondiale dominato dalla Spagna e chiuso nel modo più meritato. Nel finale l'Argentina ha tentato un ultimo assalto, spinta più dall'orgoglio che dalle energie residue, ma la Roja ha gestito il vantaggio con autorità, facendo scorrere gli ultimi minuti fino al triplice fischio.

Tra i protagonisti spiccano ancora una volta Dani Olmo, Cucurella e Rodri. Mentre brillante, ma incisivo, Lamine Yamal, simbolo della nuova generazione del calcio spagnolo. Il talento del giovane fuoriclasse ha acceso la fantasia dei tifosi per tutto il torneo, ma il trionfo porta la firma anche di una difesa quasi impeccabile, solo una rete incassata in tutto il torneo, di un centrocampo capace di controllare il ritmo della gara e di un gruppo che ha sempre anteposto il collettivo alle individualità. Un plauso lo merita anche il ct de la Fuente, che eguaglia il suo mentore Vicente Del Bosque e diventa il terzo allenatore, insieme appunto a Del Bosque e al tedesco Helmut Schön, a conquistare Europeo e Mondiale. Da mettere nell’album dei ricordi di questo Mondiale anche due record, entrambi tolti all’Italia: i 649 minuti di imbattibilità di Unai Simón, superando quello di Zenga che era di 517, e la striscia di 38 risultati utili consecutivi che cancella quello di 37 degli Azzurri di Roberto Mancini.

La Spagna torna così campione del mondo sedici anni dopo il trionfo del 2010 e completa un ciclo straordinario, aggiungendo il titolo iridato a quello europeo conquistato due anni prima. È la vittoria di un'idea di calcio fatta di qualità, coraggio e organizzazione, ma soprattutto di una squadra che ha saputo essere superiore a tutti dall'inizio alla fine del torneo. Contro un'Argentina generosa ma sfiancata, la Roja ha semplicemente dimostrato di meritare il titolo più di chiunque altro.

SPAGNA-ARGENTINA 1-0 (0-0) d.t.s.

MARCATORE: 106’ F. Torres

SPAGNA (4-2-3-1): Unai Simón; Porro, Cubarsi, Laporte (99’ E. Garcia), Cucurella; Rodri (99’ Zubimendi), Ruiz (61’ Pedri); Yamal, Olmo (75’ Merino), Baena (75’ Williams); Oyarzabal (61’ F. Torres). A disp. J. Garcia, Raya, Gavi, Grimaldo, Iglesias, Llorente, Munoz, Pino, Pubill. Ct. de la Fuente

ARGENTINA (4-4-2): E. Martinez; Montiel (58’ Molina), Romero (70’ Medina), Li Martinez (44’ Otamendi), Tagliafico; de Paul (70’ Simeone), Fernandez, Mac Allister, N. Gonzalez (46’ Paredes); Messi, Alvarez (102’ Senesi). A disp. J. Musso, Rulli, Almada, Barco, Lo Celso, Lopez, L. Martinez, Palacios, N. Paz. Ct. Scaloni

ARBITRO: Vincic (SLOVENIA)

AMMONITI: 41’ Li Martinez, 52’ Paredes, 83’ E. Fernandez, 103’ Scaloni, 110’ Mac Allister

ESPULSO: 90’+3 E. Fernandez per somma di ammonizioni

ANGOLI: 9-4

RECUPERO: pt 4’; st 8’; pts 3’; sts 5’

SPETTATORI: 80.663