Calcio
«Non torno a Siracusa. E basta con le minestre riscaldate», Cutrufo risponde alle polemiche e incorona il Melilli
L’ex presidente azzurro chiarisce la sua posizione sulla vicenda societaria aretusea, smentisce voci di un possibile ritorno e loda il progetto ambizioso della società di Eccellenza che sogna il salto in D
Gaetano Cutrufo torna a parlare e lo fa con toni perentori: niente ritorni, nessun desiderio che il Siracusa fallisse e grande fiducia nel progetto del Melilli ("ci sarà un motivo se tutti i miei ex collaboratori a Siracusa adesso vogliono venire da me..."), che ambisce a vincere il campionato d’Eccellenza per approdare in Serie D. L’ex numero uno degli azzurri smonta le ricostruzioni che lo vedevano schierato contro la prosecuzione del club, definendo «tutto falso» l’eventuale volontà di non vedere il Siracusa proseguire il cammino.
«Per sgomberare il campo dal fatto che qualcuno pensava che io mi augurassi che il Siracusa non fosse riuscito ad andare avanti, magari ipotizzando un mio ritorno. Tutto falso», spiega Cutrufo, che aggiunge di aver invece auspicato l’iscrizione della società perché «mi sarebbe dispiaciuto non fosse andato avanti quantomeno in D». L’ex presidente precisa inoltre: «Vorrei tranquillizzare tanti che mi hanno chiesto di tornare, non mi piacciono le minestre riscaldate, già sono stato due volte a Siracusa e la terza sarebbe davvero pesante».
Nel suo intervento Cutrufo entra anche nel merito di alcuni confronti recenti fra la sua gestione e quella attuale, respingendo l’accusa di aver «lasciato fallire il Siracusa». «Cedetti ad Alì e mai avrei potuto immaginare cosa sarebbe successo un anno dopo», ricorda, rivendicando i successi ottenuti durante i suoi anni alla guida del club: «Con me il Siracusa non è fallito mai, io sono il presidente che ha vinto più di tutti, in otto anni al vertice ne ho vinti 3».
Non manca un passaggio polemico rivolto a chi parla senza conoscere i fatti: «Prima di parlare del sottoscritto qualcuno dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza», dichiara, sottolineando il senso di orgoglio per il lavoro svolto e per la continuità che, secondo lui, la piazza ha saputo ritrovare negli anni successivi.
Al di là delle questioni siracusane, Cutrufo manifesta invece entusiasmo per l’attuale realtà sportiva della provincia: «Spero di fare il derby il prossimo anno in D», afferma, auspicando che al via del campionato ci siano anche realtà importanti come il Messina e l’Acireale, che «darebbero prestigio» alla competizione. Menzione positiva anche per Avola e Augusta, «che si stanno attrezzando bene», e un complimento per il ritorno di una dirigente stimata come Simona Marletta.
Un passaggio anche sul Melilli, squadra che ora vede Cutrufo in società: «Il Melilli vuol vincere il campionato di Eccellenza e approdare in D — dice — vedo un bel movimento in provincia e a Melilli si sta facendo un grande lavoro anche con il settore giovanile». L’ex presidente, dunque, si schiera a favore del progetto melillese e incoraggia la crescita del calcio locale.
Infine, un tocco personale: «Il derby col Palazzolo di mio fratello Graziano? Ci penseremo quando succederà», commenta Cutrufo con un sorriso, ricordando i legami affettivi e i ricordi legati alla piazza palazzolese. «A Palazzolo conservo sempre grandi ricordi», aggiunge, chiudendo con un richiamo al valore delle radici e del lavoro sul territorio.
Le parole di Cutrufo riaccendono il dibattito attorno alla storia recente del Siracusa e alle scelte dirigenziali che hanno segnato il club. Ma, oltre alle polemiche, emerge con forza un messaggio chiaro: l’ex presidente rivendica il proprio operato, rifiuta inviti a un suo ritorno e guarda con interesse e sostegno al nuovo progetto targato Melilli, segnale di un calcio provinciale vivace e in fermento.