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NAZIONALE

Pirlo, l’ora della verità: dopo il no di Guardiola la Nazionale punta sul suo “Maestro”

Maldini e Leonardo puntano diretti sull'uomo che ritengono perfetto per la ripartenza azzurra. Per l'ex centrocampista azzurro ingaggio da un milione e mezzo e contratto fino al Mondiale 2030. Martedì il possibile annuncio

24 Luglio 2026, 17:24

17:30

Maldini e Leonardo puntano diretti sull'uomo che ritengono perfetto  per la ripartenza azzurra. Per l'ex centrocampista azzurro ingaggio da un milione e mezzo e contratto fino al Mondiale 2030. Marted

Andrea Pirlo

Il sogno si è infranto sul più bello. Pep Guardiola ha declinato l’offerta della FIGC, scegliendo di non raccogliere la sfida di rilanciare la Nazionale italiana. Una decisione che chiude definitivamente la pista più suggestiva e apre, con decisione, quella che porta ad Andrea Pirlo. L’ex regista campione del mondo nel 2006 è ora il principale candidato a sedersi sulla panchina azzurra, con la federazione pronta ad affidargli il delicato compito di ricostruire un’identità tecnica e mentale dopo mesi complicati.

Il rifiuto del tecnico catalano era maturato dopo giorni di riflessione. La FIGC aveva provato a convincerlo con un progetto ambizioso, ma Guardiola ha preferito prendersi ancora del tempo lontano da una panchina. A quel punto, i dirigenti federali hanno accelerato su un piano alternativo che, in realtà, era già stato studiato da tempo. Andrea Pirlo non rappresenta più una semplice seconda scelta, ma il profilo ritenuto più adatto per inaugurare un nuovo ciclo.

La candidatura dell’ex centrocampista nasce dalla volontà di riportare entusiasmo e una precisa idea di calcio. Da giocatore Pirlo ha incarnato eleganza, intelligenza tattica e personalità. Con la maglia azzurra ha collezionato 116 presenze, settimo nella classifica assoluta, e 13 reti, conquistando il Mondiale del 2006 e diventando uno dei simboli del calcio italiano moderno. La speranza è che possa trasferire quella stessa cultura calcistica anche dalla panchina.

La sua esperienza da allenatore è ancora relativamente giovane, ma significativa. Dopo l’esordio alla Juventus, culminato con la conquista di Coppa Italia e Supercoppa Italiana, Pirlo ha proseguito il proprio percorso cercando di affinare le proprie idee tattiche e la propria gestione del gruppo. Un bagaglio che la federazione considera sufficiente per affrontare una sfida diversa rispetto al calcio di club: costruire una squadra competitiva in tempi ridotti, valorizzando il talento italiano e restituendo entusiasmo a un ambiente profondamente deluso.

Il suo eventuale arrivo segnerebbe anche una scelta di prospettiva. Non il tecnico “gestore” chiamato soltanto a ottenere risultati nell’immediato, ma un commissario tecnico destinato a guidare un progetto pluriennale, con particolare attenzione ai giovani e a un’identità di gioco riconoscibile. Un cambio di filosofia che potrebbe rappresentare la vera svolta dopo anni caratterizzati da continui cambi di guida tecnica.

Naturalmente non mancano gli interrogativi. Pirlo non ha ancora alle spalle una lunga carriera da allenatore ad altissimi livelli e la pressione della panchina azzurra è tra le più pesanti del panorama internazionale. Tuttavia, proprio la sua storia personale racconta di un uomo abituato alle grandi responsabilità. Da calciatore ha sempre risposto presente nei momenti decisivi, trasformando il talento in leadership silenziosa.

Quali sono i prossimi passi? I contatti con Pirlo sono proseguiti e lui sarebbe comprensibilmente entusiasta di aderire a un progetto che, già nella scelta di affidargli la panchina, ha un carattere innovativo. Esclusa definitivamente l’attesa per Guardiola, la chiusura dell’accordo, con la definizione di tutti i dettagli, dovrebbe procedere speditamente. In Figc ci si sta dunque rassegnando a un fine settimana di lavoro. Martedì è in programma il Consiglio federale, che formalmente non deve essere coinvolto nella selezione del ct (lo Statuto prevede che venga soltanto “sentito”), ma potrebbe comunque rappresentare un’utile occasione per l’annuncio. Pirlo dovrebbe firmare un contratto fino al Mondiale del 2030, sebbene nella visione di Maldini l’orizzonte sia più ampio: la rifondazione dovrebbe partire dai ragazzi di 12-13 anni e compiersi nell’arco di 8-10 anni. Quanto alle cifre, il buonsenso suggerisce che, se Mancini si sarebbe accontentato di 2 milioni a stagione, Pirlo non possa superare 1,5 milioni, nella speranza di avere in futuro ottime motivazioni — “leggi vittorie” — per ritoccarne l’ingaggio. Salvo clamorosi colpi di scena o imprevisti, che non farebbero certo felice la direzione tecnica, sarà Pirlo il nuovo ct. E lo sarà a breve.