STORIA
Non taglia i capelli per il figlio autistico, il campione del Mondiale Cucurella commuove tutti con la sua storia
Il talento spagnolo sfoggia una splendida chioma che sfiora le spalle ma che talvolta appare scomoda in campo: ecco il perché il giocatore della Spagna non taglia i capelli
Prima ancora dei suoi traversoni, delle progressioni sulla corsia e della canzone diventata un tormentone in patria, Marc Cucurella si distingue per un tratto ormai divenuto il suo segno inconfondibile: la chioma lunga e riccia.
Laterale spagnolo tra i più affidabili della sua generazione, capace di unire intensità e tecnica, spinta offensiva e attenzione alla fase di non possesso, nella prossima stagione vestirà la maglia del Real Madrid.
E, oltre alle qualità in campo, continua a far discutere anche per l’aspetto che lo rende immediatamente riconoscibile. Negli ultimi giorni si è diffusa una versione secondo cui Cucurella avrebbe scelto di non tagliare i capelli per consentire al figlio, che rientra nello spettro autistico, di identificarlo sempre in televisione. Una narrazione divenuta virale, ma priva di fondamento.
L’origine reale di quella capigliatura risale infatti ai suoi primi passi nel calcio, da bambino. La folta chioma è frutto di un’idea della madre, Patricia Saseta, che lo ha accompagnato fin dall’inizio.
Capitando talvolta di distrarsi sugli spalti parlando con altri genitori, aveva escogitato un modo semplice per individuarlo subito in mezzo ai coetanei in campo: lasciargli crescere i capelli. Quella scelta pratica, col tempo, è diventata un elemento identitario.
Lo stesso Cucurella lo ha ricordato più volte: “Mia madre mi riconosceva dai capelli, ormai fa parte di me. Questo è il mio stile e così resterà”. Una particolarità condivisa anche dal fratello, che da piccolo portava una capigliatura altrettanto voluminosa.