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NBA

L'ultimo ballo del Re: LeBron James sceglie Philadelphia per chiudere la carriera

A 41 anni il campione lascia i Lakers per puntare al titolo con la maglia dei 76ers, firmando un biennale da "soli" 8 milioni che può riscrivere gli equilibri della lega

24 Luglio 2026, 18:43

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L'ultimo ballo del Re: LeBron James sceglie Philadelphia per chiudere la carriera

Il 24 luglio 2026 segnerà una data destinata a restare nella memoria recente della NBA: a 41 anni, LeBron James ha ufficializzato il suo approdo ai Philadelphia 76ers, definendo questa scelta come il suo "ultimo grande capitolo cestistico".

Dopo otto stagioni trascorse sotto i riflettori di Los Angeles con la maglia dei Lakers, il Prescelto ha optato per una scommessa al contempo tecnica, politica e profondamente simbolica, in grado di ridisegnare all’istante gli equilibri della lega.

Non è un "tour d’addio". Pur avendo considerato seriamente il ritiro, James ha deciso di rilanciarsi per competere ai massimi livelli, convinto di poter trascinare una piazza esigente come Philadelphia verso il titolo NBA.

A certificare che non si tratta di una passerella nostalgica è l’entità economica dell’intesa: un biennale da 8 milioni di dollari complessivi, con player option per il secondo anno. Una cifra modesta per un nome di tale statura, che dimostra chiaramente come l’obiettivo non sia massimizzare l’ultimo contratto, bensì concedersi un’ultima, autentica corsa all’anello.

Sarebbe un errore ridurre il LeBron di oggi a un semplice "veterano ornamentale". I dati della stagione 2025-26 ai Lakers parlano con nettezza: 20,9 punti, 7,2 assist e 6,1 rimbalzi di media in 60 gare.

Pur non essendo più il dominatore atletico capace di imporre la propria fisicità su ogni possesso, James conserva un’ineguagliabile capacità di leggere il gioco in anticipo, manipolare le difese, limitare gli sprechi e incidere sul peso emotivo delle partite che contano. Philadelphia, dunque, non ha ingaggiato soltanto un nome di richiamo, ma "una funzione" tecnica essenziale.

La volontà di portarlo in Pennsylvania non è maturata all’improvviso e ha superato i confini del solo front office, oggi guidato dal nuovo President of Basketball Operations Mike Gansey, nominato a inizio giugno. Lo spogliatoio ha avuto un ruolo attivo nel corteggiamento: Joel Embiid, Tyrese Maxey e il nuovo arrivato Jaylen Brown si sono spesi in prima persona.

Reduci da 45 vittorie e dall’eliminazione in semifinale di Conference, i 76ers hanno rivoluzionato il roster durante l’offseason: sono arrivati Brown (5 volte All-Star), Dean Wade e Anfernee Simons, oltre ai prospetti scelti al Draft VJ Edgecombe e Labaron Philon Jr.

L’obiettivo è costruire un contesto in cui LeBron non debba più essere "il sole attorno a cui gira tutto", ma piuttosto "l’orbita che mette ordine". Il carico offensivo potrà distribuirsi su giocatori nel pieno della maturità come Maxey, reduce da 28,3 punti di media e dall’inclusione nel Kia All-NBA Third Team, e sullo stesso Embiid.

L’incastro tattico è la grande scommessa. L’innesto di un creatore primario come James offre vantaggi considerevoli: alleggerirà Maxey, alzando la qualità dei tiri e delle letture a metà campo; fungerà da facilitatore per Joel Embiid, consentendo al centro di consumare meno energie nella creazione dal palleggio e servendolo con vantaggi già costruiti. Anche un profilo dinamico come Jaylen Brown potrà esaltarsi, sfruttando i tagli e attaccando i closeout generati dalle geometrie del Re.