Calcio, Eccellenza
Acireale Fc, novità ed entusiasmo: 17 colpi in un sol giorno
Dodici giorni appena di vita e il club granata ha annunciato i primi acquisti: torna Mukulu, arrivano anche Aguilera e Cocimano. Ecco tutte le operazioni chiuse oggi
Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Perché ad Acireale, dopo settimane vissute tra incertezze, timori e interrogativi sul futuro del calcio granata, oggi il sentimento dominante è proprio questo: l'entusiasmo. Dodici giorni. Tanto è bastato al nuovo Acireale FC per trasformare un progetto appena nato in una realtà concreta, capace di presentarsi ai nastri di partenza del prossimo campionato di Eccellenza con una rosa già praticamente completata e con ambizioni che vanno ben oltre il semplice ruolo di comparsa. È una corsa contro il tempo che ha il sapore dell'impresa. In meno di due settimane la nuova società ha costruito organigramma, struttura tecnica e squadra, dimostrando idee chiare e una sorprendente capacità di attrarre calciatori di valore. Un lavoro intenso, portato avanti senza clamore ma con una strategia precisa: riportare entusiasmo in una piazza che vive di calcio e che, ancora una volta, ha risposto con passione e fiducia.
La campagna di rafforzamento ha acceso immediatamente i riflettori sull' Acireale FC. I nomi arrivati in granata, ieri ben 17, raccontano di un progetto che guarda in alto. Le operazioni che più di tutte infiammeranno la tifoseria sono senza dubbio tre. La prima è quella che ha riportato ai piedi dell'Etna Benjamin Mokulu. L'attaccante classe 1989 rappresenta molto più di un semplice rinforzo: è un calciatore dal curriculum internazionale, capace di garantire esperienza, personalità e qualità in un campionato dove spesso sono proprio questi elementi a fare la differenza. Il ragazzo torna in una piazza che conosce bene e che ritrova profondamente cambiata. Nel suo percorso figurano la conquista della Coppa del Belgio, le presenze in Europa League e una lunga esperienza maturata tra Serie B, Serie C e Serie D con maglie prestigiose come quelle di Avellino, Padova e Juve Next Gen, oltre alle esperienze già vissute con l'Acireale e con la Nazionale della Repubblica del Congo. Un bagaglio tecnico e umano che rappresenta un lusso per la categoria.
Ma la qualità della nuova squadra non si ferma qui. A impreziosire il reparto offensivo arriva anche lo spagnolo Pablo Aguilera, classe 1994, altro profilo di grande spessore destinato ad alzare il livello tecnico della formazione granata. Giocatore di talento, dotato di visione di gioco e capacità di incidere negli ultimi trenta metri. Lo spagnolo era in procinto di firmare col Messina, ma nelle ultime ore la società di Salvatore Palella è riuscita a strapparlo al club giallorosso e a convincerlo ad abbracciare il progetto granata. Se Mokulu rappresenta l'esperienza internazionale e Aguilera il valore tecnico, Salvatore Concimano incarna invece la certezza del gol. Il bomber è reduce da due stagioni straordinarie, concluse entrambe da capocannoniere del campionato di Eccellenza: nel 2024/25 con le 18 reti realizzate con il Gela e nel 2025/26 con le 22 col Vittoria. Numeri che parlano da soli e che fanno dell'attaccante uno dei riferimenti offensivi più importanti dell'intera categoria. In rapida successione sono stati annunciati pure il difensore centrale Andrea Petta classe '92 (370 presenze tra prof e Serie D), il terzino sinistro Francesco Vaccaro (classe 1999), la punta Luca Belluso (classe 1994), il terzino destro Giuseppe Iglio (2001) cresciuto nel vivaio del Milan, un passaggio all' AS Monaco, convocato in azzurro con Under 16 e Under 17, il centrocampista Roberto Marino (classe 1998) oltre 170 presenze in C.
E ancora: Alessandro Nicolosi (2001) portiere, Simone Nania (2007) difensore, Entonjo Elezaj (1996) portiere, Gianmarco Barletta (2007) difensore, Nicolas Diaz Garcia (2003) attaccante, Marco Massarelli (2008) centrocampista, Tomas Flores (2002) centrocampista, Mattia Terrana (2007) centrocampista, Salvatore Mollica (2000) difensore.
Il messaggio che arriva dalla dirigenza è chiaro. Non si tratta soltanto di allestire una squadra in grado di disputare un buon campionato, ma di restituire identità e orgoglio a una delle piazze più importanti del calcio siciliano. E allora sì, tu chiamale, se vuoi, emozioni.