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Calcio, Serie C

Rinaldi (Catania), guantoni e fatica: «Ho imparato da Buffon»

Il nuovo portiere rossazzurro ci ha confidato le prime impressioni sul lavoro svolto fino a ieri al Massimino con cenni al suo recente passato

27 Luglio 2026, 02:05

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Rinaldi (Catania)

Il portiere del Catania Filippo Rinaldi (Foto Galtieri)

Ci sono piazze che non hanno bisogno di presentazioni, perché basta pronunciarne il nome per evocarne storia, passione e responsabilità. Catania è una di queste: una città che vive il calcio con un’intensità unica, dove ogni maglia porta con sé il peso della tradizione e il calore di una tifoseria che non fa mai mancare il proprio sostegno. È in questo ambiente che Filippo Rinaldi si appresta a vivere una nuova sfida della sua carriera, con entusiasmo e consapevolezza. Il nuovo portiere rossazzurro ha già percepito il significato di vestire questa maglia: nei primi allenamenti, nei primi incontri con i tifosi e nel quotidiano vissuto al fianco della squadra. «L’impressione è stata davvero molto positiva. Catania è una piazza storica, prestigiosa, una di quelle che ogni calciatore conosce e rispetta. Potersi allenare qui è un grande privilegio e fin dai primi giorni ho percepito quanto questa città viva di calcio. Ho già avuto modo di incontrare alcuni tifosi e mi hanno trasmesso tutto il loro entusiasmo e il loro attaccamento alla squadra. Qui si vive per il Catania e questo rappresenta una responsabilità importante per chi indossa questa maglia. Allo stesso tempo è una sfida che mi stimola tantissimo. Con il massimo delle energie e dell’impegno cercheremo di fare il meglio possibile per regalare soddisfazioni ai nostri tifosi».

Per lei questa rappresenta una tappa significativa della carriera. Quali obiettivi personali e di squadra si è posto?

«In questo momento penso solo al Catania. Arrivo qui con grande entusiasmo e con la convinzione che questa opportunità sia arrivata nel momento giusto del mio percorso. Adesso sta a me farmi trovare pronto, lavorare ogni giorno e dimostrare di essermi meritato la fiducia della società e questa maglia. Gli obiettivi personali passano sempre attraverso quelli della squadra».

Cosa l’ha convinta ad accettare la proposta del club etneo?

«Le motivazioni sono tante. La storia del club ha un peso enorme, così come il fascino dello stadio e il calore della tifoseria. Sono aspetti che fanno la differenza e che mi hanno spinto a dire subito di sì. So bene che qui le aspettative sono elevate, perché il Catania è una piazza esigente che vuole essere protagonista. Proprio per questo considero un grande onore poter rappresentare questa città. È una responsabilità che accolgo con orgoglio e che voglio ripagare col lavoro quotidiano».

In porta ci sarà una concorrenza importante. Come vivi questa situazione?

«Credo sia normale in una squadra che vuole disputare un campionato di alto livello. In una piazza come Catania ogni ruolo deve essere coperto nel migliore dei modi e la competizione interna non può che fare bene. Ti spinge ad allenarti sempre al massimo e ad alzare continuamente il livello delle prestazioni. Sarà poi il campo a parlare. Il mio compito è lavorare con serietà e farmi trovare pronto quando verrò chiamato in causa».

Il gioco con i piedi è una delle sue qualità. Che tipo di calcio immagina con Longo?

«Il gioco con i piedi è sicuramente una delle mie caratteristiche e cercherò di metterla al servizio della squadra. Ho avuto modo di affrontare il mister in passato, quando io ero alla Feralpisalò e lui allenava il Crotone nei playoff. Conosco le sue idee e so che ama una squadra che prova a giocare bene e a costruire dal basso quando ci sono le condizioni. Noi dovremo lavorare per assimilare i suoi principi e io mi metterò a disposizione delle richieste dello staff tecnico».

Tra i suoi compagni di reparto c’è Andrea Dini. Che rapporto c’è tra voi?

«Con Andrea c’è un bel rapporto. Mi ricordo di lui ai tempi del Parma, quando faceva parte della prima squadra. Magari lui non si ricorda di me, ma io sì. È un portiere esperto, importante, che ha vissuto tante situazioni e dal quale si può soltanto imparare. Confrontarsi ogni giorno con compagni di questo livello rappresenta uno stimolo per crescere ulteriormente e migliorarsi».

Al Parma s’è allenato anche con Buffon.

«Conservo ancora la foto di quel periodo. Gigi è un simbolo di professionalità e una grandissima persona. Mi ha dato tanti consigli e ha mostrato una disponibilità enorme nei confronti di noi ragazzi. Ennesima dimostrazione del perché sia stato uno dei portieri più forti al mondo».

Che messaggio vuole rivolgere ai tifosi?

«Posso promettere soltanto una cosa: massimo impegno e totale disponibilità. Faremo di tutto per costruire una stagione all’altezza delle aspettative».