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Nazionale

L'Italia del calcio riparte dal ct Mancini e dal direttore tecnico Ranieri. Ecco la rivoluzione di Malagò

La Figc archivia definitivamente l'ipotesi Pirlo e affida la rifondazione della Nazionale al ct dell'Europeo e all'esperienza dell'ex allenatore della Roma. Entro la settimana potrebbe arrivare anche un terzo tassello: Zola è tra i candidati

28 Luglio 2026, 15:35

15:40

L'Italia del calcio riparte dal ct Mancini e dal direttore tecnico Ranieri. Ecco la rivoluzione di Malagò

Roberto Mancini torna alla guida della Nazionale italiana. L'annuncio è arrivato dal presidente della Figc, Giovanni Malagò, al termine del Consiglio federale, chiudendo una delle vicende più tormentate degli ultimi anni del calcio azzurro. Insieme all'ex commissario tecnico, campione d'Europa nel 2021, entrerà nello staff federale anche Claudio Ranieri, che assumerà il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia. La presentazione ufficiale dei due è fissata per domani alle 18.

«Il tempo stringeva e ho ritenuto che la persona giusta come commissario tecnico dovesse essere Roberto Mancini», ha spiegato Malagò, rivendicando una scelta maturata nelle ultime ore e condivisa con Ranieri. «Avevo bisogno di una persona con cui condividere la scelta del ct. Serviva qualcuno che diventasse direttore tecnico e presidente del Club Italia. Claudio Ranieri, che pochi minuti fa mi ha garantito il suo impegno, sarà questa figura».

Il presidente federale ha ricostruito anche il percorso che ha portato al cambio di rotta rispetto ad Andrea Pirlo. «Su Pirlo si era trovato un accordo, ma l'evoluzione della situazione mi ha portato a non approvare più quella candidatura. È stata una valutazione di opportunità». Malagò si è assunto direttamente la responsabilità della decisione: «Ho fermato io l'iter. Pirlo avrebbe anche risolto il contratto con la società di cui era testimonial, ma né io né, a quanto pare, il direttore tecnico eravamo a conoscenza del contratto con una società russa. Per una serie di motivi non me la sono sentita di andare avanti».

La vicenda ha avuto ripercussioni anche sui rapporti con Paolo Maldini e Leonardo, che hanno lasciato il progetto federale. «La separazione è avvenuta senza polemiche. Paolo e Leo sono stati dei signori, schietti, sinceri e onesti. Anche da parte mia la posizione è stata altrettanto chiara», ha detto Malagò, spiegando di aver trascorso con loro «più tempo che con qualsiasi altra persona negli ultimi quindici giorni».

Il nuovo presidente della Figc ha escluso di aver preso in considerazione Giorgio Chiellini per il ruolo di direttore tecnico. «Non rientra nel mio stile andare a prendere persone che lavorano in una società di Serie A, soprattutto in una società che ha sostenuto la mia candidatura».

Malagò ha affrontato anche il tema del ritorno di Mancini dopo il controverso addio del 2023. «Certo che il passato è stato preso in considerazione. Le scuse fatte da Roberto sono state importanti e rappresentano un presupposto della conferenza di presentazione di domani. Sono state fatte tutte le valutazioni possibili».

Il presidente federale ha inoltre annunciato che entro la fine della settimana potrebbe essere definita una terza figura dirigenziale. «Darò una notizia su un dirigente delle squadre nazionali, un ruolo che un tempo era ricoperto da Gigi Riva. Vorrei affidargli anche il coordinamento delle nazionali giovanili insieme a Maurizio Viscidi, che resterà con noi». Alla domanda se il profilo possa essere quello di Gianfranco Zola, Malagò ha risposto: «È uno dei nomi possibili».

Infine, sul fronte economico, il numero uno della Federcalcio non ha fornito dettagli sugli accordi contrattuali, limitandosi a sottolineare la disponibilità economica dimostrata sia da Mancini sia da Ranieri nel corso della trattativa.

Con il ritorno di Mancini e l'ingresso di Ranieri prende così forma il nuovo assetto tecnico della Nazionale, chiamata a rilanciarsi dopo settimane di tensioni e cambi di scenario che hanno accompagnato il cambio al vertice della Federcalcio.