Euro 2032
Il dossier “Barbera” è pronto con un piano da 300 milioni ma la concorrenza è altissima
Tredici città in competizione, alla fine verranno scelto soltanto cinque località e altrettanti impianti. Il piano a tinte rosanero per spuntarla
A guardarlo dai rendering lo Stadio Barbera del futuro brillerà di luce propria, in un paesaggio ripulito alla perfezione e in un eterno tramonto di primavera. L'effetto dei progetti è questo, fanno vedere tutto in modo bellissimo e ci si mette poi la realtà a sporcare tutto. In questo momento dunque Palermo si gode la festa per essere arrivata in tempo a presentare il dossier che permette allo stadio cittadino di partecipare alle selezioni per ospitare le partite di Euro 2032, ma che questo poi avvenga davvero lo deciderà la Uefa a ottobre, quando sceglierà cinque tra i sedici stadi italiani che si sono candidati, mentre altri cinque saranno scelti in Turchia, compagna di avventure dell'Italia nell'organizzazione della competizione.
Euro 2032 è stato il traguardo, lo stimolo che ha permesso non solo di immaginare quel Barbera luminoso ma di bruciare le tappe e di permettere a un progetto di riqualificazione da trecento milioni di arrivare dall'ideazione all'approvazione in una decina di mesi. La corsa burocratica infatti è stata resa possibile dal decreto stadi del 2021, che prevede la partecipazione di un socio privato almeno al 51 per cento e la non applicazione del codice degli appalti pubblici. Nel caso del Barbera, il Palermo Fc metterà più di 160 milioni in un'operazione che sfiora i 300. Se però i campionati europei si svolgeranno tra sei anni gli effetti degli accordi presi sullo stadio della Favorita ne dureranno 90: tanto è la durata prevista dalla convenzione con il Palermo Fc. Una situazione simile a quella di altri stadi italiani, di proprietà di comuni che non sono in grado di sostenere la ristrutturazione degli impianti. Ecco quindi la corsa di 13 città e 16 stadi a Euro 2032, il traguardo che giustifica la messa a norma Uefa, i progetti che devono andare spediti, le scorciatoie. Lo stadio palermitano se la vedrà con Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Roma, Salerno, Torino e Verona. Su 16 impianti proposti una decina sarebbe già conforme ai parametri Uefa, ed è impensabile che, ospitando i campionati europei, l'Italia non schieri alcuni dei suoi stadi simbolo. Ci sarà sicuramente l’Allianz Stadium di Torino, unico, un anno fa, a essere già in linea con i parametri. Difficile poi immaginare gli europei senza Roma, che ha presentato ben tre progetti che riguardano l'Olimpico, il futuro stadio della Roma a Pietralata e il Flaminio. Sull'Olimpico, in particolare, è in corso un progetto di riqualificazione da 130 milioni di euro che proprio in vista di Euro 2032 prevede l'aumento dei posti a 80mila. Milano invece schiera il nuovo stadio di San Siro, mentre in lizza ci sono anche il Franchi di Firenze in cui già è in corso il restyling, Napoli con lo stadio Maradona su cui esiste un progetto di riqualificazione. Euro 2032 passerà, gli impianti resteranno.