Calcio a 5
Pulvirenti, anima della Meta: «La conferma in rossazzurro? Questione di cuore»
Intervista esclusiva al campione del club catanese e della nazionale: «Si apre un ciclo nuovo e ambizioso. Vi spiego cosa si prova a giocare di fronte a un pubblico come il nostro»
La conferma era scontata, ma il fatto che Giovanni Pulvirenti sia rimasto fedele alla Meta Catania è garanzia di affidabilità e rinnovate ambizioni per il club catanese di calcio a 5 che affronterà la nuova stagione dopo aver perso contro Torino la finale scudetto.
Per club e tifosi che apprezzano la serietà della persona e l’impegno incondizionato del professionista la sua conferma è stata accolta con enorme entusiasmo.
«Sono molto contento di aver rinnovato il mio percorso con la Meta, sicuramente quello che volevo. E sono contento che siamo riusciti a prolungare un rapporto contrattuale che è una cosa molto difficile nel nostro sport. Però essendo solida la società, questa è una cosa possibile all'interno del contesto catanese”.
Con quale progetto ripartite, tenendo conto che il presidente al nostro giornale ha parlato di rinnovamento e non certo di ridimensionamento.
«Si è chiuso un ciclo molto positivo per la Meta Catania, un ciclo vincente. Non dico irripetibile, però abbiamo alzato l'asticella notevolmente in questi ultimi 3 anni. E rimarrà sempre il ricordo di questa squadra entrata in modo totale nel cuore dei catanesi che siamo riusciti a conquistare. La città ha risposto sempre presente. E adesso inizia una nuova era, con una media età più bassa ma ambiziosa».
Due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Divisione, la Supercoppa e le partecipazioni alla Champions. Che periodo è stato per lei?
«Sono stati anni troppi belli a livello di ricordi e troppo importanti per la mia carriera. Qui ho compiuto il salto definitivo, sono diventato quel giocatore che sognavo quando ho iniziato a giocare. Devo molto al contesto societario, al contesto cittadino, a tutti i miei compagni che mi hanno accolto fin da subito concedendomi la possibilità di esprimermi al meglio sia in campo che come come persona. Le vittorie sono frutto di tanti sacrifici, ma sono frutto soprattutto dell’impego di un gruppo coeso che è riuscito a dare il maggior contributo, stringendosi nei momenti decisivi, nei momenti più importanti delle stagioni».
Ci racconta l’incontro con il presidente Enrico Musumeci culminato con la conferma?
«Ci siamo trovati subito, c'è stata un'intesa forte dal primo momento. Infatti è stato un colloquio brevissimo. Sono contento di avere questa intesa con il presidente, con la società e con i miei compagni di squadra che continueranno nella prossima stagione. E abbiamo la catanesità dentro. Penso che si veda in campo per la dedizione che mettiamo in gara. Questa è stata la chiave che ha fatto affezionare anche i tifosi. Non snaturarsi e avere sempre “la lava nelle vene” (uno dei cori che cantano i tifosi al PalaCatania, ndr) sarà sempre la forza del gruppo».
Che cosa promette, dunque, al pubblico della Meta?
«Il pubblico a Catania è qualcosa di speciale e penso che l'abbia dimostrato anche a livello europeo. Siamo dei privilegiati e, come detto, secondo me il pubblico, noi, la società siamo riusciti ad avere questo Dna catanese che abbiamo messo in ogni singolo risultato, in ogni singolo minuto in campo. Resta un grandissimo vanto per la città di Catania, per la nostra squadra ed è un piacere giocare in questo contesto».
L’ultimo arrivo, quello del fuoriclasse Fits, conferma la bontà del mercato portato avanti dal club. Sono nomi di enorme prestigio.
«L'idea della società è ringiovanire la rosa puntando a ottenere una squadra più europea, più intensa, verso un calcio a 5 che sta andando appunto in questa direzione. Con una grande intensità, con grande atletismo dei giocatori e sicuramente con profili che si possono sposare bene con la mentalità della squadra e con il gioco dell'allenatore. Tutti rinnoveranno la propensione al sacrificio, l’onore di indossare la maglia con il proprio cognome dietro. Sono tutti profili che sul campo mostreranno queste caratteristiche, compresa l’umiltà nell’affrontare qualsiasi situazione tattica e personale».
A settembre ricomincerà anche il suo percorso in nazionale. Con quali prospettive?
«Dopo l'Europeo è cominciato un nuovo progetto che mi stimola molto. È quello giusto per ottenere dei risultati, con la persona giusta al comando - il ct Samperi - e con una prospettiva del tutto diversa, che però è quella che stanno seguendo i le migliori Nazionali di calcio a 5 d'Europa, ossia puntare su i giocatori giovani accompagnati ovviamente da giocatori di esperienza. A settembre l’obiettivo saranno le qualificazioni mondiali. Puntiamo alla qualificazione che manca già da parecchio tempo. Tenteremo di cambiare questo trend. Già con l'Europeo siamo riusciti a ad arrivare ai quarti superando il girone dopo due edizioni, e adesso vogliamo aggiungere un tassello in più».