l'amichevole
Ahi Milan, nessun tiro in porta e tre schiaffi: travolto dal Chelsea
Disastrosa prova dei rossoneri in Indonesia tra disattenzioni difensive e un attacco sterile
Zero tiri nello specchio e un secco 3-0 incassato senza attenuanti. Basterebbero questi numeri a riassumere la prova disastrosa del Milan a Giacarta contro un Chelsea travolgente, se non fosse per l’eccezionale serata di Lorenzo Torriani.
Il giovanissimo portiere rossonero è stato l’unica vera luce in una notte indonesiana da archiviare in fretta: eletto migliore in campo, ha firmato una serie di interventi decisivi che hanno evitato un passivo ben più pesante.
Un’involuzione evidente rispetto ai già poco brillanti test con Celtic e Inter, entrambi chiusi in parità. La prima tappa della tournée asiatica si conclude così senza vittorie e senza che il Milan sia mai riuscito a portarsi avanti nel punteggio.
Ora l’attenzione si sposta a Ferragosto: a Breslavia, in Polonia, andrà in scena la prova generale contro il Manchester United, preludio al debutto in campionato con il Torino, dove sarà vietato sbagliare.
Sei minuti di smarrimento totale hanno deciso la gara a cavallo dell’intervallo, rivelando una preoccupante mancanza di concentrazione.
La prima crepa arriva allo scadere del primo tempo: su azione da corner, De Winter perde la marcatura su Joao Pedro, che svetta di testa e sblocca il risultato.
La ripresa comincia nel peggiore dei modi. Dopo appena 37 secondi, Pedro Neto affonda sulla destra e pennella al centro; Terracciano sbaglia il posizionamento e interviene in ritardo, consentendo ancora a Joao Pedro di insaccare la doppietta personale.
Al 51’ il Chelsea chiude i conti: uno schema perfetto su calcio d’angolo libera Caicedo al limite, il cui tiro preciso trafigge la retroguardia milanista.
Il divario è netto e il passivo avrebbe potuto essere ancor più pesante se i legni non avessero “aiutato” la formazione milanese: i Blues colpiscono tre volte il palo esterno con Welbeck, Quenda e Jackson.
Dall’altra parte, Sanchez termina con i guanti immacolati, complice l’inesistente pericolosità offensiva del Milan, mentre Torriani si oppone con talento a ogni ulteriore incursione rivale.
Sul piano dei singoli, le note dolenti superano largamente le positive. Rafael Leao offre una prova anonima, sbagliando sistematicamente le scelte nell’ultimo terzo, pur distinguendosi per un paio di generosi ripiegamenti difensivi, sullo sfondo dell’incertezza legata al suo futuro. Estupiñán e Chukwueze appaiono in costante affanno; il nigeriano viene letteralmente travolto da Palestra, imprendibile sulla corsia mancina. Inevitabile, così, l’isolamento della coppia d’attacco Camarda-Ramos, mai servita con un pallone pulito.
Amorim prova a rianimare la squadra con otto cambi nell’intervallo, senza ottenere la scossa attesa. Il tallone d’Achille resta però la gestione dei calci piazzati, fondamentale su cui il tecnico aveva chiesto massima attenzione e che costa due dei tre gol subiti.
A fine gara l’allenatore portoghese prova a smorzare i toni: «Sapevamo che avremmo sofferto un po'», ma vogliamo proporre questo tipo di sfida ai nostri giocatori. Amorim sottolinea come il gruppo stia seguendo il percorso giusto, ricordando la forte presenza di giovani e il valore di confronti di alto livello in vista dell’esordio ufficiale.
Con la tournée chiusa senza successi, il tecnico guarda già alla prossima settimana per sfoltire l’organico e attende movimenti di mercato: «Abbiamo una rosa ampia, dobbiamo scegliere alcuni giocatori e prenderemo queste decisioni in settimana».