Calcio, Serie C
Il Catania di Longo corre e piace: «Abbiamo imposto la nostra forza»
Il successo di Vicenza ha portato entusiasmo in seno al gruppo. Squadra in ritiro a Norcia prima del confronto di venerdì a Parma. Le parole dell'allenatore
L’abbraccio dei rossazzurri al centro del campo e l’esultanza al cospetto dei 50 tifosi arrivati da ogni parte d’Italia. I sorrisi e la prospettiva di regalarsi il Parma in Coppa Vip venerdì in diretta Mediaset (il via alle 18). C’è qualcosa che funziona, in casa Catania: è la squadra, guidata da uno staff tecnico nuovo.
Il tecnico Emilio Longo, dopo il successo ai rigori nel primo turno della Coppa Italia, ottenuto a Vicenza, ha analizzato alcuni aspetti della partita e del futuro. Senza però affrontare il nodo fideiussione. Questa squadra corre, aggredisce lo spazio, si spende nella fase di non possesso. Comincia a piacere, insomma.
Longo, il Catania ha meritato il passaggio del turno dopo il periodo di ritiro. Poi considerando anche la notizia che è stata diffusa - l’impossibilità di schierare i nuovi tesserati – è certo che la novità non vi abbia lasciato del tutto indifferenti. Avete dato una risposta importante a livello di collettivo.
«Io vorrei isolare i discorsi sui fatti extracampo e fare un ragionamento che riesca a evidenziare il valore della gara senza spostarci su altri ragionamenti».
In campo sono andati i giocatori della vecchia guardia più Leonardi.
«Sono calciatori forti, la squadra che mi è stata consegnata è una forte, è capace secondo me di impostare questi tipi di partite. Non avevamo troppi cambi, però mi sembra che ci sia stata una buona lettura sotto tutti i punti di vista».
Il Catania ha dominato.
«Se consideriamo l'aspetto tattico mi sembra che la squadra ha provato a dominare il gioco e spesso c’è riuscita. Abbiamo provato a mettere in difficoltà il Vicenza, conoscendo le qualità della squadra avversaria in alcuni settori del campo. Quando c'è stato da sacrificarci, l'abbiamo fatto».
Se l’aspettava?
«Ovviamente anch'io ero curioso di vedere la squadra all’opera. C'è un aspetto importante: per come avevamo lavorato e per il modo in cui avevo visto la squadra giocare anche contro il Ravenna, mi aspettavo un gruppo che cercasse subito di legittimare la propria forza».
Il punto di domanda più importante riguarda la tenuta fisica.
«E devo dire che anche da quel punto di vista, anche se la seconda parte del secondo tempo ci ha visti non protagonisti come altezza di campo, però il sacrificio è stato tale che ha portato tutti a spendere gran parte del minutaggio e quindi sono assolutamente soddisfatto».
Il Catania è riuscito a chiudere tutti gli spazi, Di Tacchio che è sempre andato a pressare Carraro, fonte di gioco, ma soprattutto a sinistra avete creato sempre una mole di gioco e le azioni più pericolose.
«Il Vicenza scalava in un modo particolare. Da una parte lo faceva con la mezzala, dall'altra parte si alzava molto più con il quinto. Da questo punto di vista i ragazzi erano pronti all'evenienza di questo tipo di scalata in fase di non possesso e quindi hanno letto bene la possibilità. Qualora i quinti si fossero alzati avevamo scelto di andare direttamente con gli attaccanti esterni per allargare tanto i loro braccetti. E quindi sì, più che studiarla, io credo che la squadra abbia letto bene proprio lo spartito che la gara ci ha presentato. Questa era una partita, secondo me, per il periodo che c'è, di buon livello».
Era, per il Catania, un banco di prova molto indicativo.
«Io ho visto due squadre confrontarsi bene, all'interno della stessa partita c'è stato spesso il cambio di fronte sull'aspetto del dominio. Per un periodo l'ha fatto il Catania, per gran parte della gara l'ha fatto anche il Vicenza. Quindi l'una e l'altra non hanno concesso tanto, infatti mi sembra che dal mio score sono quattro per entrambe le squadre i tiri in porta».
Ed è stata la sua squadra a mostrare una percentuale di palleggio superiore ed efficace.
«Abbiamo proposto anche dei fraseggi che ci portavano come immaginario collettivo a una squadra che potesse dominare tanto. Credo che la partita sia stata abbastanza paritaria e probabilmente le occasioni che abbiamo avuto avevano un indice di pericolosità maggiore rispetto a quello degli avversari. Ma stiamo parlando di minuzie, la cosa importante è che la squadra abbia letto e abbia retto il confronto con una squadra organizzata, che ha un anno di esperienza con lo stesso allenatore e quindi un canovaccio guida sia tattico che tecnico già consolidato».
Per voi, Ravenna a parte, era la prima uscita ufficiale.
«Quindi la soddisfazione maggiore verte proprio su questo aspetto, non solo per il passaggio del turno in Coppa, ma mi sembra che le basi per poter costruire e continuare a lavorare con una squadra importante e competitiva ci siano davvero tutte».