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Gli europei a Parigi

Nuoto, Sara Curtis fa il record del mondo: «Il sogno di tutta la mia vita

L'atleta piemontese esulta a bordo vasca: «Vediamo in finale cosa succederà»

12 Agosto 2026, 21:52

22:11

Nuoto, Sara Curtis fa il record del mondo: «Il sogno di tutta la mia vita

È un fulmine ad acque serene il 50 dorso di Sara Curtis. Sembrava in archivio il pomeriggio azzurro, con i bronzi di Thomas Ceccon nei 200 dorso e di Benedetta Pilato nei 100 rana, e invece a elettrizzare la piscina di Parigi ecco il record mondiale della 19enne piemontese, che tra una settimana saluterà per sempre la vita da teenager. 26 secondi e 63 centesimi che abbattono ogni orizzonte di attesa, perché arrivano in una semifinale, perché demoliscono il vecchio primato migliorandolo di oltre due decimi, perché mostrano una maturazione roboante: tappe bruciate velocemente nell’ultimo anno di lavori negli Stati Uniti, all’Università della Virginia. E non finisce qui, perché un’oretta dopo Curtis ha ancora energie per trascinare la 4x100 stile libero femminile, con una 15enne Alessandra Mao in ultima frazione, a un insperato argento.
Nella semifinale dei 50 dorso, dopo una subacquea ottima, ai 30 metri si vede con sorpresa la piemontese davanti alla linea virtuale del record del mondo, per non farsi più riprendere. Il pass per la finale, nella sua gara preferita, è ovviamente in tasca, ma da questa gara in poi Curtis volerà più in alto con gli obiettivi: «Non so cosa dire, è una follia, il sogno di tutta la mia vita - esulta a bordo vasca -. Vediamo in finale cosa succederà». Certo, difficile nascondersi dopo un primato così netto (26"86 il precedente), ma la 19enne - che già si è messa al collo la prima medaglia della storia del nuoto italiano nella gara regina dei 100 stile - ha margine per stupire ancora.

Lo fa nella 4x100, dopo una frazione di Emma Virginia Menicucci che chiude quarta, tornando in scioltezza al primo posto e affidando un gran margine a Chiara Tarantino. Parte in testa anche Alessandra Mao nell’ultima, e mentre non può nulla contro il ritorno della stella Marrit Steenbergen che regala l'oro all’Olanda, la 15enne veneziana si fa beffe della pressione e resiste alle altre avversarie, andando a toccare e sgretolando il vecchio primato italiano in 3'33"19. «Ho cercato di dare più carica possibile alle ragazze perché volevo questa medaglia più di qualsiasi altra cosa, era importantissima per la nostra crescita», dice una Curtis entusiasta, che parla già quasi da capitana.
Ma è anche il pomeriggio di Thomas Ceccon, ripresosi dopo un martedì caratterizzato dal quarto posto nei 50 farfalla e una durissima semifinale nei 200 dorso nuotata venti minuti dopo: "Piuttosto che farli ancora vado a zappare i campi di pomodori», aveva scritto col suo solito spirito su X, ma per fortuna non tiene fede alla parola data. Anche lui sbriciola un record (sia pur italiano e già suo), migliorandolo di quasi 2 secondi con un 1'53"96 che vale il bronzo: una gara di cuore, con tre vasche a tutta - sia pur dietro all’irraggiungibile ungherese Hubert Kos - e giusto un offuscamento nella quarta.
«È la gara a cui tenevo di più - racconta il veneto a fine gara -. Mi vengono un pò gli occhi lucidi perché ho sofferto tanto in allenamento da gennaio: tanti chilometri in più, lavori diversi che non avevo sempre voglia di fare. Ma ci ho sempre provato ogni giorno, e il fatto che i 200 siano così faticosi quando raggiungi l’obiettivo ti dà più soddisfazione».
Come lui, Benedetta Pilato fa gara di testa nei 100 rana, partendo forte e cercando di non farsi rimontare finché può. Negli ultimi 25 metri torna su di lei l’inglese Angharad Evans, strabiliante, portandosi a ruota l’irlandese Mona McSharry, ma la pugliese mantiene il terzo posto: «Me le aspettavo che mi avrebbero raggiunto, ho provato a resistere - spiega al traguardo -. Ma sono molto contenta, vale tanto questa medaglia, è stato un anno pieno di imprevisti e di difficoltà». «Sono felice però di come li ho affrontati, forse significa che sto diventando grande», conclude poi Pilato, per poi ridersela di gusto.