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CALCIO A CINQUE: SERIE A

La promessa di Juanra: «La Meta è cambiata tanto ma ha ancora... fame»

Oggi il raduno dei vice campioni d'Italia. Il tecnico spagnolo guiderà ancora i rossazzurri: «A Catania sto bene, mi sento a casa e la società è al top in Europa»

17 Agosto 2026, 06:00

La promessa di Juanra «La Meta è cambiata tanto ma ha ancora tanta... fame»

Il presidente della Meta Enrico Musumeci con il tecnico Juanra (foto Davide De Maida)

Era tutto previsto. Juanra aveva stretto la mano al patron Enrico Musumeci prima ancora della finale scudetto di futsal persa dalla Meta Catania contro il Torino: «Presidente, io rimango». A volte, anche ad altissimi livelli, vale più la parola che il contratto. Specie se a discutere sono due eccezioni assolute del panorama sportivo italiano. Insomma, il tecnico dei rossazzurri è già al lavoro per la prossima stagione. Lo intercettiamo all’estero ma tutt’altro che in vacanza: «Sono al pc, sviluppo idee».

Anch’ nel bel mezzo dell’estate?

«Lunedì (oggi, ndr) ci ritroveremo a Catania per il raduno».

Vacanze finite, ma lei è riuscito a staccare la spina?

«Qualche giorno sì, ora è tempo di pensare alla stagione che verrà».

In organico si sono registrati tanti cambiamenti. Sono andati via alcuni dei protagonisti di due scudetti, delle vittorie in Coppa Italia, Supercoppa, Coppa Divisione. Senza contare le due partecipazioni alla Champions.

«Chi è andato via ha disputato anni favolosi, ottenendo grandi successi. C’è solo da dire grazie. Adesso riprendiamo, lavoreremo con un potenziale diverso e sono contento per la qualità degli arrivi. Possiamo fare anche stavolta le cose bene. Ci sono tante cose nuove da integrare negli allenamenti. C’è pure una base degli scorsi anni che bisogna sottolineare».

La Meta ha portato a termine una campagna rafforzamento notevole.

«Sono arrivati giocatori che porteranno in dote l’esperienza vissuta in squadre che sono al massimo livello di questo sport. Adesso indossano la maglia della Meta e questo conta».

Li ha sentiti?

«Sì, e c’è tanta voglia di far bene e di lottare per i successi della nostra squadra. Ora bisogna riuscire a far raggiungere loro l’identità che si è creata da anni».

Tatticamente che cosa cambierà?

«Potrebbe cambiare l’occupazione rapida degli spazi, la difesa organizzata in modo differente, più veloce. Ognuno dei nuovi ha caratteristiche diverse e una forza differente. Nessun paragone, per carità, ma io devo inserire tutti in campo per farli sentire “comodi” e trarre il massimo dalle loro prestazioni».

La base dei confermati è notevole.

«Una base, appunto, che mi garantisce tanto. L’identità che ha la società rappresenta la forza di quello che siamo. Insieme a nuovi dobbiamo continuare a dare tantissimo alla società. Ecco lo scopo del nostro progetto».

Servirà del tempo per completare i meccanismi del nuovo gioco.

«Il gioco arriverà con il tempo, ci saranno momenti in cui si giocherà bene e altri in cui bisognerà migliorare. Ma fa parte del percorso che dobbiamo ricominciare, lavoriamo per trovare un sentiero fatto di dubbi, di poca intesa, ma poi tutto si aggiusterà».

Perché è rimasto a Catania?

«Fa caldo e nel tempo libero gioco a tennis».

Componenti essenziali. Ma c’è molto altro.

«Qui mi trovo bene, la famiglia si è ambientata a meraviglia e questo mi permette di lavorare sereno. C’è una società che è ai massimi livelli europei e ha un progetto. Ogni stagione è importante per imparare e crescere».

La Meta rilancia.

«Proveremo a vincere sempre qualcosa, questo progetto ha bisogno di tempo ma è stato studiato per lottare per la vittoria. Ho fiducia nei ragazzi e nel mio lavoro. Sono rimasto per inseguire un altro ciclo vincente, s’è cambiato tanto ma bene».

Che cosa vi siete detti con il presidente Enrico Musumeci?

«Avevamo già parlato l’anno passato, avevo firmato per due anni. Quando ci siamo incontrati, prima della finale scudetto, eravamo contenti di continuare insieme. Non c’è stato bisogno di parlare del contratto, ma dei rinforzi. Gli ho semplicemente confermato che qui sono contento e che sarei rimasto volentieri».

Il legame con i tifosi è solidissimo.

«Cresce negli anni, questo particolare ha valorizzato il lavoro del club, siamo riusciti a coronare il sogno nostro e quello del presidente. Riempire il palasport era proprio questo sogno. L’abbiamo realizzato tante volte. In quel caso ho pensato che eravamo riusciti ad arrivare al traguardo. Ma si può fare sempre meglio e vogliamo rinnovare il rapporto con il pubblico».