Calcio, Serie C
Catania, Russo profeta in Patria: "Un bell’effetto sentire lo stadio che mi chiama"
Il centravanti ha segnato il gol al Massimino che sognava da anni: "Ma abbiamo perso e non posso gioire". La dedica speciale a Orazio Russo
A testa bassa in sala interviste. Flavio Russo entra in punta di piedi. Eppure merita consensi, incoraggiamento e un applauso. Per il gol, anche per la prestazione che nella ripresa ha contribuito a riaprire match e speranze.
Cogliamo un elemento di sterile soddisfazione, Russo. Al rientro a casa ha fatto gol nel suo stadio.
«Dovrei essere felice, ma il gol è servito poco e dunque non riesco a esultare. Ho segnato a casa mia, ma dobbiamo lavorare per avere i risultati che meritiamo».
Da qualche anno molti tifosi speravano che tornasse in rossazzurro.
«La mia è stata una scelta di cuore e di riscatto. Desideravo tornare a casa. Catania è il posto ideale per riscattarmi».
Che effetto le ha fatto sentire gridare il suo nome a quasi 17mila persone?
«Lo confesso, è stata un’emozione bellissima sentire urlare il pubblico del Massimino. Francamente speravo che lo urlasse due volte. Allora ripartiamo da Monopoli senza far drammi ma coscienti che dobbiamo migliorare».
Ecco il punto: ha individuato i problemi da eliminare?
«Avremmo dovuto sfruttare qualche occasione in più ed esser cinici, miglioreremo».
Rimedi?
«Apprenderemo in modo più approfondito le indicazioni del tecnico, l’importante è che ci sia l’impegno di sempre e la spinta che ci dà la città dobbiamo sfruttarla pienamente».
La sua prestazione spicca per impegno e appartenenza.
«Ho cercato di dare tanto perché sono tornato a casa, è una sensazione diversa. Fuori sono cresciuto come persona, ho vissuto anni difficili, ma penso che adesso qui posso rilanciarmi».
Dovrà lottare.
«Penso di avere carattere per riprendermi e dare il massimo in questa piazza. A livello tecnico in B ho acquisito esperienza e ho cercato di imparare dai compagni più bravi. Certo è che devo migliorare tantissimo».
C’è una dedica particolare, immaginiamo. Anche se il Catania ha perso un pensiero per una persona a cui è legata lo deve esprimere.
«La dedica va a Orazio Russo che mi guidava nella Berretti del Catania qualche stagione fa. Spero che sia orgoglioso di me non solo oggi, ma soprattutto in futuro. Ecco, la dedica del gol va a lui. Ma un pensiero lo rivolgo anche alla mia famiglia che mi ha costantemente seguito, incoraggiato, aiutato».
Migliorare tanto, migliorare tutti. Lei in cosa dovrà crescere?
«Devo acquisire una cattiveria maggiore sotto porta. In questi anni ho sbagliato anche, ma ho pure incamerato momenti positivi. Devo “pulire” qualche errore tecnico fuori dall’area e ho voglia di farlo in fretta».
In attacco divide lo spazio con Leonardi, suo concittadino catanese. E adesso arriverà anche Coda nello stesso ruolo.
«Sicuramente l’arrivo di Coda alza il livello dell’intero reparto. Io e Leonardi possiamo soltanto imparare da lui. Ma una cosa è certa: sgomiteremo in allenamento anche con lui per cercare di conquistare, giorno dopo giorno, una maglia da titolare».
Curiosità che ha dell’effimero: lei ha scelto la maglia numero 99. Perchè, Flavio?
«Visto il ruolo che copro, il 9 è il mio numero preferito, ma era occupato e quindi ho raddoppiato. Due numeri nove per essere presente... doppiamente in questo percorso sotto l’Etna. La mettiamo così per far comprendere la mia felicità nell’indossare questa maglia».