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Calcio, Serie B

Perin abbraccia il Palermo: «Avevo bisogno di cambiare»

Il portiere si è presentato ai tifosi. «Il City ha un progetto importante, c'è un entusiasmo pazzesco che va oltre le mie più rosee aspettative»

28 Agosto 2026, 00:25

Perin (Palermo)

Perin durante la conferenza stampa di presentazione

«Spero che questa avventura mi regali tante gioie. Ci saranno momenti di sofferenza, ma esistono per potersi migliorare. Sono sicuro che questa esperienza mi cambierà e non vedo l’ora di viverla con la città e i palermitani». Parola di Mattia Perin, nuovo portiere del Palermo, che ieri in conferenza stampa si è presentato al mondo rosanero. L’ex Juventus, 273 presenze in Serie A e 10 Champions League, si è mostrato già pienamente coinvolto dalla nuova avventura con la squadra di “SuperPippo” Inzaghi.

Una scelta maturata con convinzione, nonostante il passaggio in cadetteria dopo quattordici anni ai massimi livelli del calcio italiano: «Ricordo il giorno in cui il mio agente mi chiamò per dirmi che si stava creando la possibilità di venire qui: appena me l’ha detto, gli ho risposto “Sì, andiamo”, senza sapere ancora niente di numeri, né se si potesse davvero fare».

Alla base della scelta c’è soprattutto la dimensione della piazza e le ambizioni del progetto rosanero: «Da quando è arrivato il City Football Group qui e ha cominciato a fare le cose con convinzione è stata sempre una squadra che ho visto con un occhio diverso. Secondo me - prosegue il portiere rosanero - c’è un momento nella vita di tutti noi in cui bisogna avere il coraggio di ascoltarsi e rimettersi in gioco». Perin lo ha fatto scegliendo Palermo, una piazza «di cui avevo bisogno. C’è un progetto importante e un entusiasmo pazzesco».

Il calore della città ha fatto la differenza. L’accoglienza ricevuta al suo arrivo, con oltre mille tifosi presenti nello spiazzale antistante il “Barbera”, lo ha colpito particolarmente: «È andato sicuramente oltre quello che mi aspettavo, nonostante sapessi già dell’entusiasmo di questa piazza. Per continuare a coltivare questo entusiasmo devono esserci le prestazioni sul campo e mi auguro che riusciremo a dare gioia a questa piazza. Ho sentito dei miei compagni che hanno giocato qui - racconta Perin - ieri Paulo (Dybala) mi ha chiesto di salutargli Pasquale, il magazziniere storico, e me ne ha parlato benissimo». Poi la consapevolezza che il Palermo dovrà conquistarsi tutto sul campo: «Non sono i nomi dietro la maglia che bastano. Ci aspetteranno tutti con il coltello tra i denti e noi dovremo avere un atteggiamento almeno alla pari delle squadre che andremo a incontrare. La Serie B è un campionato difficile ed equilibrato dove ogni partita sarà una battaglia sportiva. Tanti giocatori che possono giocare in Serie A perdono un po’ di continuità in B. Noi dovremo essere continui per dimostrare di meritare quel sogno».

Durante la conferenza spazio anche per Jesse Joronen, che dovrà affrontare un intervento chirurgico per il grave infortunio alla spalla: «Non l’ho ancora sentito - dice Perin - So che si deve operare e gli mando un grosso in bocca al lupo. Sono appena arrivato, ma mi hanno detto che Jesse ha una personalità molto importante dentro lo spogliatoio. Lo aspettiamo tutti». Palermo, intanto, è già entrata anche nella dimensione familiare di Perin. I suoi bambini hanno iniziato a conoscere la città e ad ambientarsi dopo il trasferimento da Torino: «Non conoscevo la città perché purtroppo, a parte quando sono stato qui a giocare, non ci sono mai venuto. Mia moglie con i bambini mi hanno fatto una sorpresa venendo qui in una giornata importante per me. E ho voluto che vivessero un po’ la città, ora sono in giro per ammirare gli splendori di Palermo. La famiglia è una cosa molto importante che ti può dare un boost nelle giornate in cui hai bisogno».