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CAMPIONATO

Allarme Catania: ingenuità e confusione consegnano i rossazzurri al Monopoli

I rossazzurri non reagiscono: due ko in due giornate, errori individuali, infortuni e poca personalità costringono Longo a scelte urgenti

29 Agosto 2026, 23:13

23:20

Allarme Catania: ingenuità e confusione consegnano i rossazzurri al Monopoli

Di Marco (foto Filippo Galtieri)

Il Catania non reagisce. O meglio, ci prova soltanto per i primi quindici minuti, prima di ricadere negli stessi errori già evidenziati all'esordio e consegnarsi al Monopoli. La seconda giornata di campionato si trasforma così in un'altra serata amara per i rossazzurri, costretti a incassare la seconda sconfitta consecutiva dopo quella rimediata contro l'Inter U23. Un avvio di stagione tutt'altro che incoraggiante, non tanto e non solo per i risultati, quanto per il modo in cui sono maturati e per l'incapacità della squadra di dare risposte concrete alle richieste del proprio allenatore.

Longo aveva chiesto una reazione dopo il passo falso contro i giovani nerazzurri. Il tecnico aveva sottolineato la necessità di vedere una squadra capace di fare tesoro degli errori commessi e di trasformare quella sconfitta in una lezione. Servivano maggiore attenzione, personalità e soprattutto meno disattenzioni. Contro il Monopoli, però, questi elementi si sono visti soltanto nella fase iniziale. Poi il Catania ha smarrito progressivamente certezze e lucidità, tornando a mostrare quelle fragilità che avevano già caratterizzato la prima uscita stagionale.

L'inizio della partita aveva lasciato intravedere qualcosa di diverso. Il Catania parte con il piglio giusto, cerca di alzare il baricentro e prova a mettere in difficoltà la formazione pugliese. Un atteggiamento positivo che, tuttavia, dura troppo poco. Il Monopoli prende progressivamente campo e comprende presto che gli spazi e gli errori concessi dagli etnei possono diventare un'arma importante.

Il vantaggio arriva proprio da una grave ingenuità del Catania in fase di costruzione. Cicerelli perde un pallone pesantissimo, Fall è rapido ad approfittarne, recupera la sfera e si invola verso l'area di rigore. L'attaccante pugliese riesce poi a servire Garritano, libero di fronte alla porta. Per il centrocampista del Monopoli è sufficiente accompagnare il pallone in rete a porta ormai sguarnita. Un'azione elementare nella sua conclusione, ma emblematica delle difficoltà rossazzurre.

Il gol fotografa infatti una delle principali criticità emerse in questo avvio di campionato: il Catania continua a pagare a caro prezzo errori individuali e leggerezze nella costruzione del gioco. Una squadra che vuole imporre il proprio calcio non può permettersi di concedere simili occasioni agli avversari, soprattutto in situazioni nelle quali dovrebbe invece avere il pieno controllo del pallone.

Il vantaggio del Monopoli avrebbe dovuto scuotere gli etnei. Invece la reazione non arriva. Il Catania prova a riorganizzarsi, ma non riesce a produrre occasioni realmente pericolose e chiude la prima frazione senza riuscire a dare la sensazione di poter cambiare l'inerzia dell'incontro.

La ripresa avrebbe dovuto essere quella della riscossa. Il Catania, sotto di una rete, aveva davanti a sé 45 minuti per cambiare volto alla partita. Ma il copione non cambia. Gli uomini di Longo continuano a commettere errori, mostrando difficoltà sia nella gestione tecnica del pallone sia nella lettura delle situazioni di gioco.

Al 55' arriva così il raddoppio del Monopoli. Anche in questo caso gli etnei pagano una nuova incertezza, sfruttata nel migliore dei modi da Greco. L'ex rossazzurro non perdona e porta i pugliesi sul 2-0, rendendo ancora più difficile qualsiasi tentativo di rimonta.

Il secondo gol rappresenta quasi una sentenza. Il Catania perde definitivamente fiducia, mentre la formazione di Colombo può amministrare con maggiore tranquillità il vantaggio, gestendo tempi e spazi della partita senza incontrare particolari difficoltà. Gli etnei provano a spingere, ma senza la necessaria convinzione e soprattutto senza riuscire a costruire una reazione capace di riaprire concretamente il match.

Il ko di Monopoli lascia quindi in eredità diversi interrogativi. Non soltanto legati al risultato, ma anche alle prestazioni individuali. Tra i giocatori dai quali ci si aspettava qualcosa in più c'è Jiménez, apparso nuovamente lontano dagli standard necessari per un elemento chiamato a garantire qualità, fantasia e personalità alla manovra rossazzurra.

In una squadra ancora alla ricerca di un'identità precisa, sono proprio i giocatori di maggiore talento a dover assumersi maggiori responsabilità. Il Catania, invece, continua a mostrare una manovra poco incisiva e una generale difficoltà nel trasformare il possesso in occasioni concrete. Il problema, dunque, non riguarda soltanto i singoli errori, ma una prestazione complessiva che ha lasciato ben poche certezze.

A rendere ancora più negativa la serata è arrivato anche l'infortunio di Di Marco. Il numero 27 rossazzurro, nel tentativo di superare Angileri, ha effettuato una torsione anomala con il ginocchio che gli ha impedito di continuare la partita. Al suo posto è entrato Corbari. Un ulteriore episodio sfortunato che si aggiunge a una trasferta dalla quale il Catania torna con zero punti e numerose questioni da risolvere.

Il secondo ko consecutivo non può essere considerato semplicemente un incidente di percorso. È vero, il campionato è appena iniziato e ci sarà tempo per correggere la rotta, ma due sconfitte nelle prime due giornate impongono già una riflessione seria. Soprattutto perché le problematiche emerse contro il Monopoli sono, in buona parte, le stesse già evidenziate contro l'Inter U23.

Adesso toccherà a Longo e alla dirigenza etnea interrogarsi sulle ragioni di questo avvio così complicato. Il tecnico dovrà trovare rapidamente il modo di restituire alla squadra equilibrio, fiducia e continuità, ma soprattutto dovrà riuscire a far vedere sul campo il calcio che ha in mente. La società, parallelamente, dovrà valutare con attenzione la consistenza dell'organico e capire se esistano ancora margini per intervenire sul mercato.

Il tempo per correggere gli errori c'è, ma non può diventare un alibi. Il Catania è chiamato a cambiare passo immediatamente, perché il problema non sono soltanto i sei punti lasciati per strada. Ciò che maggiormente preoccupa è l'incapacità degli etnei di esprimere il calcio richiesto dal proprio allenatore, unita all'inconsistenza mostrata da quasi tutta la squadra nei momenti decisivi. Il campanello d'allarme è già suonato. Ora servono risposte.