Calcio, Serie C
Catania e il mercato aperto (e possibile?) dopo l’infortunio a Di Marco
Poche ore e la sessione invernale delle trattative chiuderà battenti. In casa rossazzurra anche l’assetto difensivo preoccupa
Coda, Terrasi, Caligara. Sono tre dei calciatori che devono entrare nei meccanismi di Longo. Anche Di Gennaro tornato in auge dopo vari tentennamenti. E il mercato del Catania potrebbe registrare altre novità alla luce di quel che è capitato a Bari col Monopoli.
MAI UNA GIOIA. Certo che l'infortunio a Di Marco - manco a dirlo fin quando è rimasto in campo è risultato il migliore - è davvero una jella che mai abbandona questa squadra e questo club. Accadde all'inizio della stagione passata con Aloi. E qui dirigenti e medici possono fare poco se si tratta di infortuni traumatici e non muscolari. E, allora, se possibile, la società deve cercare un altro centrocampista e magari aggiustare il tiro in difesa.
RIVOLUZIONI UTILI? Certo, il modo di giocare partendo da dietro è differente rispetto alle scelte di Toscano. Ma smembrare una difesa che aveva beccato pochi gol (Cosenza in campionato, Ascoli nei play off tra le poche eccezioni, non le uniche) fa riflettere. Dini in porta; Ierardi a destra, Donnarumma a sinistra, Allegretto e Di Gennaro centrali erano già rodati. Adesso Ierardi fa il centrale, Dini sarà ceduto, Allegretto è in panchina (ma ha due dita della mani fratturate). Tanto cambiamento per assistere a due giornate di regresso non solo del pacchetto arretrato, ma di tutta la fase di non possesso. Se il giudizio si ferma a quel che è capitato fin qui il Catania ha sbagliato valutazioni. Poi, magari - e ce lo auguriamo - come d'incanto cambierà tutto e assisteremo a prove convincenti.
LONGO SCARICA O VIENE SCARICATO? Le dichiarazioni di Longo dopo Monopoli aprono interrogativi importanti. Non vorremmo dire inquietanti perché ogni tecnico ha il polso della situazione più di chiunque altro. Ma ecco le sue parole dopo il ko pugliese: «Quei 18 minuti iniziali rappresentano l'identità che questa squadra dovrebbe avere per 90'». Qui risiede il grosso sforzo che devo fare per capire quanta disponibilità abbiano i ragazzi nel produrre per 90' una logica di gioco, e quanta voglia abbiano di faticare anche nelle difficoltà. Ancora: «La squadra tendenzialmente pensa in modo troppo positivo e si potrebbe varcare la soglia della presunzione, ma noi dobbiamo capire che questo è un girone infernale e non esistono partite semplici».
È un modo per chiamare i giocatori al proprio dovere - decisione legittima, visti i risultati che ci auguriamo non siano frutto degli allenamenti organizzati e sostenuti - visto che non hanno saputo reagire oppure è un volere scaricare le responsabilità visto che si parla di presunzione e si mette in dubbio la voglia di faticare? Vorremmo capire una volta per tutte.