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Calcio a 5

Siqueira rimane: la Meta è in buone mani

Intervista esclusiva al portiere: «Mi sento un catanese a tutti gli effetti, qui nascerà presto mia figlia. Il tifo si conferma un valore aggiunto, siamo pronti ad avviare un ciclo nuovo»

31 Agosto 2026, 03:47

03:50

Siqueira rimane: la Meta è in buone mani

Il portiere Siqueira (Meta Catania)

Due scudetti conquistati da protagonista, uno perso qualche settimana fa contro L84 Torino, la voglia di riprovarci con maggiore forza di sempre. La conferma di Pedro Siqueira tra i pali della Meta Catania di calcio a 5 è una garanzia di affidabilità, un legame che si rinforza tra il brasiliano, il club e la città intera. Pedro ha spiegato perché, al contrario di alcuni suoi connazionali, è rimasto in rossazzurro.

Comincia una stagione all’insegna del rinnovamento, Siqueira. Ma le ambizioni sono rimaste intatte.

«La Meta ha sempre avuto un progetto importante, qui tutti gli anni si gioca per vincere».

C’è dell’altro?

«Conosco la solidità della struttura tecnica e di quella societaria, nutro affetto verso i tifosi, la città si è gradualmente affezionata alla nostra squadra e non è un particolare scontato».

L’elemento tifo ha influito sulla sua scelta?

«Tanto. Chi arriva al PalaCatania non sta in silenzio. Tutti spingono sempre la squadra. C’è un particolare che, adesso sì, va raccontato».

Quale?

«Abbiamo perso in casa la terza gara della finale scudetto. Il giorno dopo i sostenitori ci hanno chiamati per ospitarci a cena. Era un modo per starci vicino, per manifestare affetto e riconoscenza. Dopo una sconfitta cocente è emerso attaccamento, non rabbia».

Al momento della conferma cosa ha detto al presidente Enrico Musumeci?

«Con Enrico (lo chiama per nome, ma con enorme rispetto, ndr) ho parlato, con lui come con tutti i dirigenti c’è un rapporto molto solido, ormai io so cosa chiede il presidente e cosa posso dare io. Ed è stato semplice accordarsi. Il gruppo s’è rinnovato e sarà competitivo».

Sono arrivati giocatori di livello europeo.

«Abbiamo costruito una squadra competitiva, adesso la Meta schiera in campo un team più giovane che non si conosce tanto. Ma partita dopo partita Catania imparerà ad apprezzare il nuovo volto della squadra. Una cosa è certa: saremo come è capitato negli anni scorsi, lotteremo al vertice».

Dovara e Raciti sono i colleghi di reparto.

«Il rapporto è buono, ci stiamo allenando da una decina di giorni. Sono fantastici, con il preparatore dei numeri uno, Weber, ci aiutiamo sempre. Siamo in tre, interpretiamo un ruolo a parte. Come si dice per i portieri siamo una squadra a parte e dobbiamo collaborare. Questo è una forza in più per il gruppo».

Il 19 settembre comincia il campionato, ma giorni fa al test con il Messina hanno assistito 300 tifosi. Un dato straordinario.

«Ribadisco fino alla noia: Catania tiene alla Meta, ha recepito l’impegno che mettiamo tutti in questo sport. Tiene al movimento».

Che esordio sarà quello previsto a Treviso?

«Possiamo cominciare bene, è normale che dobbiamo raggiungere l’intesa in alcuni meccanismi. Saremo pronti presto».

Cosa rappresenta la città di Catania per lei?

«A parte la vittoria di scudetti e coppe, come persona mi ha accolto come uno di casa. Sono originario di San Paolo, ho qui la mia famiglia. Anzi le rivelo che mia moglie Tayna metterà al mondo nostra figlia: si chiamerà Caterina, nascerà a Catania e questo particolare mi fa affezionare una volta di più alla città».

La Meta s’è rinnovata anche con alcuni suoi connazionali.

«Conoscevo alcuni nuovi, come Fits e Luquinhas che sono originari della mia stessa zona, ma c’è il gruppo degli italiani rimasto alla base che rappresenta una garanzia per la mentalità vincente che ha sempre coinvolto tutti».

Sarà corsa scudetto, Pedro.

«Siamo pronti a lottare, voglio continuare a provarci come ogni anno».