l'annuncio
Messi si ritira dalla Nazionale argentina: "Mi sento svuotato, è ora dei giovani"
Il numero dieci confessa di non avere più nulla da dare e di voler lasciare spazio alle nuove leve del calcio nazionale
Lionel Messi non vestirà più la maglia della Nazionale argentina. Il fuoriclasse dell’Albiceleste, oggi all’Inter Miami, ha ufficializzato il congedo dalla selezione del suo Paese con cui ha raggiunto la finale negli ultimi due Mondiali, vincendo quello del 2022 in Qatar.
L’annuncio è arrivato con un lungo e commosso messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram.
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“È stata una decisione che mi ha ferito e che mi ferisce ancora nel cuore, ma ho capito che questo sia il momento”, ha scritto Messi, descrivendo la sofferenza che ha accompagnato la scelta.
Il campione ha ribadito l’attaccamento assoluto ai colori argentini, rivendicando l’impegno profuso in ogni fase della carriera: “Giuro di aver sempre dato il meglio, non solo negli ultimi anni in cui ho vinto tutto, ma anche prima. Ho sempre lottato e dato tutto per questa maglia, per dare gioia e rendere orgogliosi di essere argentini attraverso il calcio”.
Tra le motivazioni, anche la consapevolezza di un ciclo che si chiude e della necessità di favorire il ricambio: “Ormai non rimane molto, i capitoli si stanno chiudendo, e questo è uno di quelli che mi ha ferito di più. Ho amato e amerò sempre essere parte della Nazionale. Mi sento svuotato, non ho più nulla da dare, e, inoltre, stanno arrivando giocatori importanti che meritano di essere qui”.
Messi ha poi rivolto parole di riconoscenza ai sostenitori che lo hanno accompagnato per due decenni: “Grazie per tutto l’amore che avete mostrato in questi 20 anni. Mi mancherete molto. Ora sarò uno di voi, sempre a sostenere e a incoraggiare da fuori (nei momenti buoni e ancora di più in quelli negativi)”.
Un pensiero speciale anche alla famiglia, che lo ha sostenuto in un “bello ma difficile viaggio”, e a tecnici, compagni e dirigenti con cui ha condiviso il percorso.
In chiusura, il numero 10 ha rivelato un retroscena sui tempi della scelta: “Queste parole le ho scritte il 21 luglio, due giorni dopo la finale. Oggi, dopo ciò che è successo a mio padre, sono più convinto di prima”.
Il saluto finale è intriso di serenità e orgoglio: “Me ne sto andando con la pace e l’orgoglio di aver regalato, insieme ai miei compagni di squadra, momenti che vivevamo soltanto nei sogni. È stato pazzesco vivere tutto questo con voi. Vi amo tutti! Grazie a Dio per avermi fatto argentino. Andiamo, Argentina!”