LA débacle
Catania, vergogna senza fine: 3-0 e fuori dalla Coppa senza dignità. Cori contro Pelligra e Grella
Notte da incubo per i rossazzurri eliminati in casa dal Savoia. Il risultato mette a nudo la crisi Longo
Vergogna, infinita vergogna. E non facciamo discorsi inutili sulla Coppa che conta di meno (il Catania ne ha vinta una con merito con il tanto sottovalutato Zeoli in panca: poi è stato liquidato in modo indecoroso), sulla condizione, sull’assemblamento dei nuovi, sugli schemi di Longo che devono essere assimilati. Tutte balle se poi il Catania fa una figura da incubo uscendo dalla competizione senza dignità alcuna. Mostrando tanti lati deboli e neanche un briciolo di dignità.
Il 3-0 con cui il Savoia ha eliminato il Catania al Massimino al di là dei gol e di come sono nati è la conferma che il metodo Longo è ancora in alto mare o non è mai decollato. E sono necessarie profonde riflessioni. E anche alla svelta. Non solo a livello sportivo, ma anche e soprattutto a livello di gestione.
Mai eravamo arrivati al punto di provare vergogna e imbarazzo per una gestione del club che è sempre la stessa: spese folli per giocatori di mezza tacca, ritardi nei pagamenti e penalità in arrivo, parole al vento che non diventano mai concrete. E gente liquidata così senza capire perché. Pensiamo a Marco Biagianti, al prof. Petralia, a un Pieraccini che non è stato riscattato nonostante fosse uno dei pochi lottatori giovani della stagione passata. Gli assenti hanno sempre ragione? E i “presenti” che fanno? Poco, nulla. Danni, solo danni diceva Pietro Lo Monaco.
Perché se è vero che il Catania ha completato la squadra e l’allenatore ora ha una rosa che per buona metà non ha addestrato in ritiro, in campo non può andare incontro a “imbarcate” del genere soprattutto senza mostrare un’idea di gioco che sia comprensibile.
In difesa solo Quaini ha retto parzialmente il peso di questo scempio anche se adattato dietro. In mezzo Torrasi è incappato nella topica di una palla persa che ha liberato Nepi per il 2-0, poi il rigore molto dubbio, ma ormai a che serve parlare della partita? E il pubblico s’è spazientito intonando cori contro Pelligra (“segna per noi”) e Grella (“facci un gol”) per dire che “a Catania non si passeggia”.
Adesso, a mercato chiuso, si decida una volta per tutte: continuare con Longo, cambiare subito, mettere ordine tra nuovi e vecchi sotto il profilo del rendimento sul campo perché ci sono giocatori che continuano a toppare (Bruzzaniti), nuovi che non convincono affatto e non è la prima volta (Perrotta), attaccanti fragili (tutti) e un Cicerelli che sta mostrando un’involuzione davvero preoccupante.
Faccia ammenda, il Catania tutto, perché quest’anno sarebbe stato molto più semplice lottare al vertice visto che le favorite stentano. Non come i rossazzurri, ma lo spiraglio si poteva aprire. Così s’è chiuso prima ancora di cominciare. Inversione a “U” ancora possibile? Se ci fermiamo alla gara di Coppa, ci vien da piangere per lo scempio sportivo a cui abbiamo assistito.
